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Gratulazione

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gra-tu-la-zió-ne

SignRallegramento, congratulazione

voce dotta, recuperata dal latino gratulatio 'congratulazione, rallegramento', da gratus 'grato'.

A volte è togliendo un prefisso che da una parola comunissima se ne fa una letteraria — senza neppure stravolgere il significato. Questo può sembrare strano, ma vediamo il nostro caso.

Gratulazione: a guardarla si capisce subito che si parla di rallegramenti, di congratulazioni. Anzi, è evidente che si tratta di un più trasparente 'congratulazione' senza il prefisso 'con-'. Sia la gratulazione sia la congratulazione ci parlano di un'espressione verbale di gioia, gradimento, ammirazione, specie davanti a un successo altrui, a un conseguimento importante, a un lavoro particolarmente riuscito, e si può ben dire che sono sinonimi. Addirittura sono entrambe voci dotte recuperate nel Quattrocento (ma 'congratulazione' qualche decennio prima), ed entrambe sono usate quasi solamente al plurale. Con la conferma dei dizionari si potrebbe ammettere che abbiano la stessa definizione, ma questo ci farebbe perdere una sfumatura toccante sia della gratulazione sia, soprattutto, della congratulazione.

Non cambia l'atto, cambia la partecipazione all'atto. Il 'con-' della congratulazione si prende il tempo e lo spazio per inquadrare le formule di riconoscimento in una situazione condivisa, in un insieme, mentre la gratulazione arriva asciutta, dritta, senza l'apertura di gong del 'con-', presentando subito il grato — gradito, ben accetto, salutato. Posso dire che ti voglio fare le mie gratulazioni per la laurea, o che abbiamo ricevuto un biglietto di gratulazioni, o raccontare che Caia si è profusa in gratulazioni sperticate; l'effetto che ottengo è di ricercatezza sì, ma secca, distaccata, diplomatica. Insomma, il paradosso è che la parola letteraria, aulica, è meno stentorea e reboante di quella comune. E invece l'atto del congratularsi deve avere una carica stentorea: che congratulazioni sono delle congratulazioni dimesse, e chi è che non vuole dare un'impressione di partecipazione intensa, congratulandosi?

Però ecco, nel caso in cui si stesse cercando un modo un po' sofisticato per esprimere una felicitazione ammirata e plaudente sì, ma sinceramente composta e distinta, la gratulazione fa per noi. (Però non riesco a togliermi di testa che la gratulazione debba essere anche quella che si fa al bravo cane dietro all'orecchio.)

Parola pubblicata il 26 Maggio 2019

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