Guidrigildo

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gui-dri-gìl-do

SignNell'antico diritto germanico, somma che l'uccisore di un uomo libero doveva pagare per evitare la vendetta

attraverso il latino medievale guidrigildum, dal longobardo Wiedergild, composto da wider 'in cambio' (o secondo altri wer 'uomo) e gild 'denaro'.

Il sapore medievale di questa parola è intenso come quello di poche altre, e descrive un istituto tanto antico quanto interessante.

Nel diritto germanico - in particolare in quello longobardo - il guidrigildo era la somma, il risarcimento che chi avesse ucciso una persona libera avrebbe dovuto pagare come riparazione alla famiglia della vittima per evitarne la vendetta. In un'epoca in cui ogni fatto di sangue poteva portare a faide interminabili e all'annichilimento di intere famiglie, un istituto del genere presentava dei pregi non dappoco. Tant'è che fu inserito nero su bianco nell'analitico Editto di Rotari, nel 653, prima raccolta scritta delle leggi longobarde, proprio come mezzo legale per limitare il ricorso a vendette private: pagando (con una doverosa percentuale a favore delle casse sovrane) la lite veniva estinta.

La commisurazione del guidrigildo trovava la sua più notevole variabile nel rango sociale dell'offeso, per cui persone diverse venivano monetariamente valutate in modo diverso: dopotutto allora le persone non erano considerate uguali, e la dimensione del guidrigildo era ancora privata. Fu solo molti secoli dopo, verso il XIV secolo, quando l'autorità pubblica iniziò ad avere alcuni caratteri dello Stato moderno, che l'attrazione della pena nella sfera pubblica portò alla recessione del guidrigildo - così come delle ordalie per duello e dei privati mezzi di composizione delle liti penali.

Non si sente più parlare del guidrigildo: il suo significato non è attualizzabile nei nostri ordinamenti poiché non è più il denaro a ricomporrre la frattura del reato, e difficilmente si può trovare un sentiero che lo conduca nella lingua comune. Eppure la sua suggestione rimane forte, e vicina: l'idea che alla vita umana si possa dare un valore contato in moneta.

Parola pubblicata il 03 Settembre 2017

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