Ignominia

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i-gno-mì-nia

SignDisonore, perdita della reputazione, e azione che li comporta; cosa brutta, obbrobrio

dal latino ignominia, composto da in privativo e nomen fama, reputazione.

Nell'antica Roma, l'ignominia non era una perdita di reputazione generica: descriveva una sanzione giuridica ben precisa. Questa poteva essere inflitta dai magistrati censori per condotte contrarie al buoncostume, e comportava delle serie limitazioni ai diritti civili - oltre a un forte stigma sociale.

Capiamo subito che non si tratta di una parola leggera: anche nella nostra lingua descrive un disonore grave, che intacca irrimediabilmente la fama, anzi il nome stesso. Inoltre, significa anche l'azione e la condotta che la causa: il dirigente pubblico può macchiarsi di atti ignominiosi (e scusate se in questi giorni mi viene in mente solo questo esempio).

Con una svolta ironica, l'ignominia diventa anche la cosa brutta, l'obbrobrio - che dovrebbe essere un disonore per chi lo fa: pensiamo all'ignominia della nuova statua che troneggia nella piazza, all'amico artista che ci regala un quadro ignominioso, e alla torta che mi riesce un'ignominia. Una svolta piacevole, ma che non distoglie dal nocciolo di questa parola - un'arma straordinariamente affilata, da non scordare: l'inflizione dell'ignominia è una responsabilità sociale, e il solo pronunciarla è quasi performativo, come una maledizione.

Parola pubblicata il 19 Marzo 2015

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