Inagibile

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i-na-gì-bi-le

SignImpraticabile

composto di in non e agibile che si può agire, dal latino: agere fare.

Anche se siamo abituati a collegarla a registri tecnici, burocratici, questa parola significa il suo concetto in maniera molto fisica: l'inagibile è ciò che non può essere agito, ciò che non può essere esercitato per i propri naturali scopi. Ma che vuol dire agire qualcosa? Non è un'espressione comune. Di solito si agisce e basta, o si agisce facendo qualcosa. Agire qualcosa significa farlo, tenerlo in attività, tenerlo vivo, e anche plasmarlo. L'inagibilità, vuoi di diritti in giudizio, vuoi di edifici pubblici privi dei requisiti di legge, vuoi di edifici privati inabitabili, significa l'assenza di possibilità di questa azione vitalizzante sull'oggetto.

Un edificio che subisce questo verdetto diventa come un corpo cadaverico da cui l'anima - l'agire umano che in esso si svolgeva - è migrata altrove, in modo più o meno definitivo. Nei casi più fortunati un'inagibilità reversibile farà assomigliare l'edificio a una bella addormentata che viene risvegliata al cessare di un incantesimo.

Questa è una "parola terremotata", frutto di una collaborazione con l'associazione LaCà, nata dopo il sisma in Emilia. Col loro aiuto cerchiamo di capire come alcune parole si sono trasformate dopo il terremoto e come si possono rinnovare. Il testo in corsivo è un loro diretto contributo.

Parola pubblicata il 16 Marzo 2013

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