Ingerenza

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in-ge-rèn-za

SignIntromissione indebita

derivato da ingerire, dal latino ingèrere 'portare dentro', composto da in- e gerere 'portare'.

Questa parola è piuttosto ricercata, e richiede di comprendere, per essere capita a fondo, un uso particolare del verbo 'ingerire'.

Di solito ci si aspetta un uso transitivo del verbo 'ingerire', col significato di 'ingoiare': il tal gioco non è adatto a bambini sotto i tre anni perché potrebbero ingerire i pezzi più piccoli. Ma non si deve trascurare che vive anche come intransitivo pronominale - 'ingerirsi'. In questo caso significa intromettersi indebitamente, in maniera arbitraria, non richiesta né gradita. E l'ingerenza è proprio l'atto di ingerirsi: etimologicamente, il 'portarsi dentro'.

È una parola forte: l'ingerenza non è un immischiarsi, un curiosare, un semplice non farsi i fatti propri. È un esercizio di potere, per cui qualcuno si porta dentro a una faccenda che non gli appartiene, o che non gli dovrebbe appartenere, facendo pesare la propria influenza - e cercando di renderla decisiva. Pensiamo all'ingerenza di un governo nelle elezioni di uno Stato straniero, alle ingerenze religiose nella politica, alle ingerenze del genitore nelle scelte del figlio.

L'importanza di questo termine è evidente, ed è luminosa la possibilità che ci apre: riconoscere e chiamare col suo nome un'intromissione abusiva è essenziale per perimetrare l'autenticità di un processo.

Parola pubblicata il 07 Gennaio 2017

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