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Inoculare

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i-no-cu-là-re (io i-nò-cu-lo)

SignIntrodurre nell'organismo un agente a scopo profilattico o terapeutico; insinuare, instillare qualcosa nell'animo

dal latino inoculare 'innestare a occhio', composto di in- 'dentro' e oculus 'occhio'.

Il verbo inoculare ci fa subito pensare, giustamente, a un'iniezione. Ma che diavolo c'entra l'occhio? Ebbene, la risposta è complessa e fascinosa.

Questo verbo nasce in ambito botanico per descrivere un particolare modo di fare un innesto - il cosiddetto 'innesto a occhio'. No, l'innesto a occhio non è l'innesto fatto in maniera approssimativa così come viene: consiste nel fare un'incisione nell'albero che accoglierà l'innesto, un invito; qui viene inserita e legata una gemma, con la sottile porzione di legno a cui è attaccata, accuratamente tagliata dall'albero da innestare. Il risultato evoca subito un occhio posto in un'orbita.

In latino il verbo 'inoculare' è attestato nel I secolo d.C., e già nel V secolo viene impiegato in usi figurati - nel senso di inculcare, inserire, insinuare. Ma il passaggio al significato con cui più usualmente lo conosciamo oggi è molto posteriore, e ci racconta dei primi passi della scienza medica verso la produzione di vaccini. Infatti la prima profilassi condotta scientificamente contro il vaiolo nel XVIII secolo (la 'variolizzazione') fu descritta in italiano come 'innesto di vaiolo': e in effetti pareva proprio un innesto botanico, per cui materiale recuperato da lesioni vaiolose, causate dalla forma più lieve della malattia, veniva introdotto nell'organismo della persona da immunizzare (ad esempio tramite scarificazione - sostanzialmente, con un graffio). In Inghilterra la metafora botanica prese forma nel termine 'inoculation', che ebbe grande successo in tutta Europa: così anche in italiano si iniziò a parlare di 'inoculazione' e di 'inoculare' in ambito medico.

Il verbo 'inoculare' è molto specifico: avendo in mente la gemma innestata e il germe del vaiolo, vediamo che si può inoculare solo qualcosa di vivo, o comunque un agente. Difficilmente mi viene inoculata la soluzione fisiologica; piuttosto mi viene inoculato un veleno, un virus, un farmaco, un vaccino. Il che ci riporta con forza nel solco tracciato in latino nel V secolo, all'inoculare quale insinuare, instillare nell'animo: se inoculo il sospetto, il seme dell'odio, il germe del coraggio, sto introducendo nel cuore e nella mente di qualcuno un sentimento vitale, una viva idea.

Una parola eccezionale, prodotta da un lungo e raro intreccio di ambiti e lingue differenti, che testimonia una forza inesauribile.

Parola pubblicata il 06 Maggio 2017

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