Lambire

05 Agosto 2017

lam-bì-re (io làm-bì-sco)

SignLeccare lievemente; sfiorare, toccare appena

dal latino làmbere 'leccare, suggere'.

Anche il lambire ci sa stupire: infatti siamo abituati a usarlo non senza poesia ma un po' meccanicamente solo in riferimento ad acque che sfiorino o abbraccino qualcosa.

Ora, l'immagine di base di questa parola, già viva in latino anche nei suoi impieghi figurati, è il leccare lievemente, specie per suggere: si può pensare al cane che beve, il cui lappare pare che fosse giusto il nocciolo primo del lambere. Un'azione del genere - che altro non è che un tocco della lingua -, per la sua delicatezza, si traduce facilmente in quello sfiorare che meglio conosciamo, in un toccare appena. Così, se ci suona strano (ma pure calzerebbe) parlare di bambini che lambiscono lentamente il gelato, o dell'amico che lambisce il vino che da tempo voleva assaggiare, più comunemente potremo dire di come l'ultima luce lambisca le cime degli alberi, della fiamma che lambisce il ciocco di legno, e sì, anche dell'onda pigra che lambisce lo scafo della barca.

Una parola, anche questa, che è più di quel che sembra.

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