Languire

  • 42

lan-guì-re (io lan-guì-sco)

SignEssere in uno stato di prostrazione; struggersi, indebolirsi, venir meno

voce dotta, recuperata dal latino languére.

Questa è una parola di una complessità elevata - non perché suoni astrusa, ma perché ha dei significati molto fini. Tant'è che non si sente usare molto spesso.

L'etimologia non aiuta, non ci dà lo straccio di un addentellato: sappiamo solo di un languere latino, di origine indoeuropea, recuperato agli albori dell'italiano coi significati classici. Il languire è un verbo che ci parla di abbattimento, di inerzia, di indebolimento, volentieri di malattia, e arriva perfino a una malinconia decadente - e ce ne parla sia nel senso di un permanere in questi stati, sia nel loro prodursi.

Dopo pranzo languisco sul divano in attesa d'ispirazione per mettermi a fare le pulizie; il mio affetto verso l'amica noncurante languisce; il collega manda a chiamare il prete mentre languisce con trentasette e due di febbre; l'amico risolve il suo languire invitando a uscire la bella del suo cuor; e abbiamo compassione e rabbia per chi languisce lamentoso senza baleno d'intraprendenza.

Ora, ovviamente il languire ci fa pensare al languido e al languore, e certo sono parole parenti, ma a trattarle tutte insieme si rischia di non coglierne le cifre distintive; in questo quadro già articolato, infatti, inseriscono il desiderio, e la smanceria (pensiamo al languorino, o allo sguardo languido).

_________________________


(T. Tasso, Gerusalemme liberata, canto XII, strofa LXIV)


Ma ecco omai l’ora fatale è giunta

che ’l viver di Clorinda al suo fin deve.

Spinge egli il ferro nel bel sen di punta

che vi s’immerge e ’l sangue avido beve;

e la veste, che d’or vago trapunta

le mammelle stringea tenera e leve,

l’empie d’un caldo fiume. Ella già sente

morirsi, e ’l piè le manca egro e languente.


Eccoci di fronte a un altro gigante dell’epica cinquecentesca. L’episodio è celeberrimo: il crociato Tancredi è impegnato in una lotta all’ultimo sangue con un cavaliere musulmano; non sa però che si tratta di Clorinda, la donna di cui è perdutamente innamorato. Lo scoprirà soltanto alla fine, dopo averla trafitta a morte.

Dunque amore e guerra qui trascolorano ambiguamente l’uno nell’altra; tanto che l’azione conclusiva è descritta in toni sottilmente sensuali, indugiando sulla penetrazione della spada, sul seno morbido, sulle membra languenti.

Del resto l’ambiguità è tipica di tutta l’opera che, pur aspirando a un solido fondamento etico-religioso, è percorsa da un’indefinibile inquietudine, da un’inconfessata nostalgia. Eppure proprio questo fremito sotterraneo l’ha resa un capolavoro.

I personaggi, in particolare, sono insolitamente complessi. Clorinda ad esempio è una donna forte e indipendente, che per necessità nasconde il suo animo sotto un’armatura. Solo Tancredi, con l’intuizione dell’amore, sa vedere la sua vera bellezza; ma non quando ce ne sarebbe più bisogno. Eppure proprio nella morte l’identità doppia di Clorinda sembra ricomporsi: il suo corpo si riappropria della sua femminilità, voluttuosa e fragile al contempo; e l’anima si mostra finalmente in tutta la sua nobile tenerezza.

Tancredi, poi, è un giovane valoroso e di alti ideali, ma la forza nelle armi si accompagna a una vulnerabilità nascosta. Così, diviso tra desideri opposti, li fallisce entrambi: non riesce a portare a termine le proprie gesta e uccide l’oggetto del suo amore.

In fondo, questo cavaliere imperfetto è fatto della nostra stessa pasta: un misto di ideali e passioni, di amore e aggressività. Perché è tremendamente facile fare del male a chi si ama, anche senza volerlo. In un certo senso, come scrisse Oscar Wilde, “ogni uomo uccide ciò che ama […]: gli uni uccidono con uno sguardo di odio, gli altri con parole carezzevoli; il vigliacco lo fa con un bacio, l’eroe con la spada.”

Lucia Masetti, dottoranda in studi umanistici all'Università Cattolica di Milano, ogni lunedì apre uno scorcio letterario sulla parola del giorno.

Parola pubblicata il 07 Maggio 2018

Commenti

Per lasciare un commento devi essere registrato al sito! Fai login o Iscriviti adesso!

acquisti consigliati

Ricevi la parola del giornoRicevi la parola del giorno

Registrati al sito per ricevere la parola del giorno via email, lasciare commenti sul sito e ricordarti le tue parole preferite!

Inizia subito!

E' il momento giusto per iscriverti, bastano 60 secondi!

Privacy Policy

» Sono già registrato