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Ligio

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lì-gio

SignIn diritto feudale, di vassallo che aveva giurato stretta fedeltà al suo signore; strettamente legato a qualcuno o a qualcosa; rigorosamente osservante, attaccato a determinate norme

dal francese antico lige, che è dal latino tardo laetius 'servo', derivato da forme precedenti come laetus o letus, di probabile origine germanica, secondo alcuni francone.

'Ligio' è un aggettivo che usiamo comunemente, ma è isolato, non riusciamo a collocarlo in un arcipelago di parole vicine. C'è di che stupirsi: ancora una volta una parola ci mostra a sorpresa che sotto ai vestiti borghesi con cui la incontriamo sempre indossa l'armatura coi colori del feudo, e squaderna un significato concreto molto più forte di quanto avremmo potuto immaginare.

È appena il caso di notare che, riguardo all'etimo, se chi sostiene la prima suggestione francone ha ragione, siamo davanti a un gustosissimo doppio rimpallo francone-latino e francese-italiano. Ma che una parola che ci parla di feudalesimo venga dal francese questo no, non sorprende — la Francia è stata per il feudalesimo non meno di ciò che è stata per i profumieri. Dall'origine latina (c'è chi richiama il tardo latius, chi vi frappone una voce ipotetica del parlato, liticus) viene preso il significato di 'servo', cucito sul vassallo quale primo servo del suo signore. questo aggettivo quindi nasce tecnicamente per descrivere la qualità di chi, omaggiato dal sovrano con un feudo, gli giura una fedeltà adamantina. Ad esempio si poteva dare per scontato un appoggio importante da parte di un uomo ligio, o di come i nobili ligi dessero stabilità al regno.

Per quanto sia fascinoso, purtroppo non si può sempre parlare di feudalesimo, così il ligio si è reinventato in altri ambiti; rimanendo però sempre il carattere dello strettamente legato a qualcuno o a qualcosa. Guardiamo il vecchio amico ligio alla fidanzata, lui che era così farfallone; ligi iniziamo la serata con il solito aperitivo al solito bar; ed è difficile farsi aiutare da lei con una scorciatoia poco ortodossa, visto come è ligia ai superiori.

Ora, questo significato è ampio e versatile, e ora sappiamo anche di ascendenza gagliarda, ma il ligio tende ad assestarsi su una sua specie più costretta, che racconta un ligio-alle-regole. Il ligio diventa lo scrupolosamente osservante, attinente alle norme (perfino attaccato). Ligio al mio dovere non faccio mai ritardo, l'artigiano è ligio all'estetica tradizionale e guai a chiedergli altro, e gli impiegati dell'ufficio sono ligi al protocollo ma sempre disposti a dare spiegazioni e una mano. Il ligio non ha la sterilità del fiscale o le rigidità dure dell'inflessibile: è semplicemente fedelissimo. Un paladino.

Parola pubblicata il 11 Giugno 2019

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