Lusinga

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lu-sìn-ga

SignAllettamento che si vale di parole o atti con cui si asseconda la vanità altrui ricercandone il favore; carezza; attrattiva

dal provenzale lauzenga, che trova origine in un'ipotetica forma franca lausinga bugia.

L'etimologia di questa parola, va detto, ce la dipinge in maniera piuttosto tranchant. In effetti la lusinga va definita innanzitutto come un atteggiamento volto ad allettare qualcuno, lisciandone l'amor proprio, spesso inducendolo a far qualcosa che torni a nostro vantaggio: ad esempio si cerca di convincere Tizio ad assumere un incarico difficile e di responsabilità con lusinghe pirotecniche, cosicché ci cavi lui le castagne dal fuoco. Ma non è tutto.

La lusinga, più comunemente, è la carezza - e dipinge un concetto che oscilla fra vanità superflua ed etichetta consona. All'amico che ci presenta con belle parole alla sua compagnia diciamo che ci lusinga, e saremo lusingati dal professore che ci vuole a cena con sé. Inoltre la lusinga, risalendo a monte, può anche diventare l'attrattiva, il fascino: l'uomo pubblico di specchiata moralità non cede certo alle lusinghe del denaro, e nei lunghi pomeriggi d'estate si trova sempre il modo di abbandonarsi alle lusinghe della pigrizia.

Se si dovesse associare un'immagine alla lusinga, si potrebbe scegliere quella della sirena: certo una figura da cui guardarsi, pericolosa, perfino. Ma mica male!

Parola pubblicata il 03 Luglio 2014

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