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Mansalva

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man-sàl-va

SignNella locuzione avverbiale 'a mansalva', con esito certo, a colpo sicuro, senza pericolo, impunemente

composto di mano e salvo.

Questa parola, che vive solo in questa espressione con valore avverbiale, ha accompagnato la nostra lingua dalla sua nascita fino ad oggi, senza però invecchiare di un giorno. Quando l'immagine nucleare di una parola racconta un tratto universale, non perde mai smalto.

La sua costruzione è semplicissima e trasparente: ci vediamo dentro una mano che è salva. E anche i suoi significati sono non soltanto accessibili, ma comuni, frequentati, popolari — per quanto fini, penetranti, intelligenti. La locuzione 'a mansalva' ci parla di qualcosa che è compiuto a colpo sicuro, con esito scritto, certo (e quindi anche facilmente): con quello che ho studiato passo l'esame a mansalva, con la mia parmigiana di melanzane la conquisterò a mansalva. La descrizione è quindi quella di una situazione del tutto priva di pericoli, per cui la confidenza si può fare incolumità: con la giacca impermeabile e le ghette ai piedi affronto a man salva l'acquazzone, e di sera con l'amica indigena posso attraversare a man salva il quartiere malfamato. Però questa comodità sicura, questa baldanzosa facilità prende anche una piega più inquietante: quella dell'impunità. Anche il malfattore, anche il malevolo può comportarsi a mansalva, e così lo storico racconta di come certe razzie compiute da mercenari nelle stesse terre che dovevano proteggere avvenissero a mansalva, o di come certi criminali ingegnosi se la cavino a mansalva. Bene: ma in tutto questo perché è la mano ad essere salva? Qual è la forza di questa parola?

Compiamo la nostra volontà in tanti modi diversi, ma il nostro primo strumento per farlo (il primo cavallo su cui il nostro peculiare ramo evoluzionistico ha puntato) è la mano. E non solo la mano fa quello che vogliamo, ma rappresenta quello che vogliamo. Il gesto dichiara l'intenzione e compie la volontà, ambasciatore e factotum. Non sempre questo compimento è liscio: spesso lavorando, combattendo, si mette a rischio la mano, anzi è la struttura più esposta al pericolo. Schiacciamenti, tagli, fratture di ogni genere e gravità la minacciano: se da una situazione si esce con la mano salva, siamo tutti interi.

Eccola la forza di questa parola: è una sineddoche, che con un richiamo netto all'esperienza umana comune (evidentemente condivisa da decine di secoli), significa una persona intera e la sua salvezza con quella della sola sua mano.

(Non riesco a togliermi di mente questa immagine esplicativa: ci sono i fiori di zucca fritti, croccantissimi, appena fatti ma non ancora serviti. Se con circospezione provi a sfilarne uno, ti arriva una fulminea mestolata sulle nocche o lo puoi prendere a mansalva?)

Parola pubblicata il 18 Luglio 2019

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