Maramaldo

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ma-ra-màl-do

SignChe infierisce sui vinti e gli inermi; vile, prepotente

dal nome di Fabrizio Maramaldo.

Anno Domini 1530, da quasi nove mesi la Repubblica Fiorentina è assediata dall'imperatore spagnolo Carlo V. A guidare l'indomita resistenza dentro le mura, il condottiero Francesco Ferrucci. E' agosto quando decide un'estrema sortita per tentare di scardinare l'assedio. Ma le forze imperiali sono troppo superiori. Nella battaglia, che annovera fra i caduti il generale nemico, il principe d'Orange, Francesco Ferrucci viene ferito e catturato. E' condotto disarmato dinanzi ad uno dei comandanti imperiali, il soldato di ventura Fabrizio Maramaldo, cui il Ferrucci in passato aveva inflitto cocenti sconfitte militari, che ha intenzione di fagli pagare vigliaccamente le onte subite; il Ferrucci gli grida "Vile! Tu uccidi un uomo morto!", ma Maramaldo lo trafigge, vendicandosi sordidamente - come il vile asino della favola di Fedro, che calcia il muso del leone morente, il quale pure gli diceva "così subisco due volte la morte".

Da questa figura storica si astrae il prototipo del prepotente spregevole che si fa forte coi deboli, che vessa gli inermi, che trova le proprie infami rivalse senza onore.

Da notare anche l'aggettivo maramaldesco e l'azione del maramaldeggiare.

Parola pubblicata il 23 Febbraio 2011

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