Mascalzone

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ma-scal-zó-ne

SignFarabutto, disonesto

probabilmente incrocio fra maniscalco stalliere e scalzo. In altre parole, poveraccio. Maniscalco deriva dal francone marh servo e skalk cavallo, la stessa etimologia che genera il più nobile 'maresciallo'.

Nel registro alto e rétro della nostra lingua esistono diverse parole d'offesa che trovano il loro originario capo d'accusa in un pregiudizio speciale: chi sia in condizione di povertà è un poco di buono. E così mascalzone, birba, gaglioffo, malandrino, lestofante, villico, lazzarone e simili, tutti variamente si rifanno a servi, accattoni, poveretti, con significati analoghi di disonestà e inclinazione alla delinquenza.

Ovviamente il registro a cui appartengono queste parole è eredità di un'alta società che era unica ad essere alfabetizzata - lingua letteraria e perciò prestigiosa, autorevole, pubblica. E se appuntiamo meglio l'occhio su questi termini vediamo che ancora grondano di quel disprezzo che si pretende fondato su dignità diverse, ma non solo: sono parole nobili che puzzano di paura. Il mascalzone, volgare e aduso all'esercizio della forza, vis-à-vis, fa tremare il dotto che lo sprezza nell'aula.

Parola pubblicata il 08 Ottobre 2012

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