Noleggio

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no-lég-gio

SignLocazione; prezzo per la locazione; impresa che dà a nolo veicoli

dal latino naulum, calco dal greco naulon, darivato di naus 'nave'.

È una parola comune, che però nasconde una curiosità.

Per noleggio, solitamente, si intende la locazione di qualcosa, specie di un veicolo: prendo a noleggio un'auto, una barca, un paio di sci. Ma questa parola nasce millenni fa nel gergo del commercio marittimo, indicando il contratto con cui, pagando il prezzo di nolo, si fanno trasportare merci o persone con una nave. Il noleggio, quindi, in origine non è la locazione della nave, ma il servizio di trasporto. La confusione fra noleggio e locazione è radicatissima, tanto che non solo il parlante comune, ma sia il legislatore sia i tribunali usano spesso questi termini indifferentemente - anche se, nel nostro codice della navigazione, permane il corretto inquadramento del noleggio.

Comunque, fa sempre un certo effetto pensare all'antichità di un concetto, che in questo caso lega il moderno turismo a pratiche commerciali degli albori della nostra civiltà.


- Devo migliorare il mio noleggio dell’italiano -

L’italiano non si noleggia, non si affitta e non si compra, si studia, semmai. E con lo studio si arriva alla conoscenza che in inglese si dice knowledge, ecco la confusione con il noleggio. Questo è il mondo dei falsi amici. Parole infingarde che ci fanno credere di sapere, di conoscere e invece no, all’alta conoscenza rispondono con un banale noleggio. Ce ne sono a bizzeffe. Una signora spagnola incinta è embarazada, ma non ha nulla di cui essere imbarazzata. E il caldo italiano non ha niente a che vedere con il cold inglese che è freddo, né con il caldo spagnolo, che sì, è caldo, ma perché è una tazza di brodo. Sempre in Spagna un uomo sposato è felicemente casado, ma un uomo esposado è infelicemente ammanettato. E in Russia una dura è una donna stupida, non dura. Tutti falsi amici.

L’espressione, azzeccatissima, è stata inventata negli anni venti da due linguisti francesi (Koessler e Derocquigny) che scrissero un libro sui falsi amici del traduttore tra inglese e francese. I falsi amici in linguistica sono due parole omofone o omografe che però non sono sinonimi. Tutti termini tecnici per dire che hanno un aspetto familiare, ma il significato, la sostanza, è diversa. Come quando ti sembra di vedere un amico in lontananza, e mentre ti avvicini sorridendogli, ti accorgi che è un perfetto sconosciuto.

Con Chiara Pegoraro, esperta insegnante d'italiano per stranieri, a giovedì alterni affronteremo le questioni più problematiche e divertenti che riguardano l'apprendimento dell'italiano come seconda lingua.

Parola pubblicata il 20 Febbraio 2016

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