Oblazione

18 Giugno 2017

o-bla-zió-ne

SignOfferta fatta per beneficenza; causa di estinzione del reato che riguarda le contravvenzioni e consiste in un pagamento; pagamento di una sanzione che interrompe il relativo procedimento amministrativo

dal latino oblatio, derivato di oblatus, participio passato di offerre ‘offrire’.

Siamo davanti a una parola che subito percepiamo come alta. Ciò che sfugge è che, nel contesto in cui più comunemente la troviamo usata, acquista un significato sbavato.

'Oblazione' ha innanzitutto il significato di offerta fatta per uno scopo benefico – significato che, nemmeno a dirlo, ha avuto particolare successo nella sfera religiosa: ad esempio era detta oblazione l’offerta di ostie e vino per l’eucarestia da parte dei fedeli. E si può quindi parlare dell’oblazione fatta dal club per l’evento di raccolta fondi, o di una richiesta di oblazioni da parte dell’organizzazione umanitaria.

Invece, in diritto, l’oblazione prende un significato diverso: declinata diversamente in ambito penale e amministrativo, l’oblazione resta sostanzialmente un pagamento con cui si estingue un reato-contravvenzione o si interrompe un procedimento sanzionatorio. Possiamo immaginare come il passaggio semantico abbia coinvolto una certa idea di offerta sacrificale – e notiamo come comunque l’oblazione non sia mai un pagamento generico.

Invece, specie nel linguaggio burocratico, questo termine è spesso usato come sinonimo alto di ‘pagamento’, che prescinde dalla sua funzione di difesa da un’altra imminente sanzione o, ovviamente, dalla sua funzione di beneficenza. Quindi si leggerà di come deve avvenire l’oblazione del ticket sanitario, della scadenza per l’oblazione di una tassa, o dell’oblazione dovuta per un permesso di costruire. Un uso improprio, al cui posto la scelta del più semplice ‘pagamento’ risulta piana, chiara, incisiva – in una parola, migliore.

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