Omologare

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o-mo-lo-gà-re (io o-mò-lo-go)

SignRiconoscere come corrispondente a una norma, approvare; adeguare a un modello

dal greco omologhéo, da omólogos omologo, composto da omo e logos, col significato di "discorso simile".

Quello di omologazione è un concetto ampio, che però viene usato in maniera piuttosto angusta. Infatti l'omologazione, in sé, è una consonanza; l'etimologia ce ne parla come di un "discorso simile": immagine bella, vibrante di partecipazione e armonia.

Ma nel lessico giuridico e burocratico l'omologazione e l'omologare si riducono alla ricognizione di un atto, una prova, un oggetto o un risultato come regolare, come rispondente a una norma: si attagliano al modello prescritto, e perciò sono convalidati. A esempio, si può parlare di caschi da moto non omologati, o si può far omologare una separazione, o la costituzione di una società. A partire da questo uso tecnico, le retoriche (spesso esauste) che vogliono descrivere fenomeni sociali trovano nell'omologazione la pialla delle diversità, la tensione a rendere omogenei e privi di ogni originalità idee e costumi. A esempio, si sente parlare della scuola che omologa il pensiero o della moda che vuole tutti omologati.

Ma è terribile che una parola così vasta si esaurisca in questo - cioè prima in un potere tecnico, poi nell'ipotetico uso di quel potere o di poteri simili al fine di sradicare l'autenticità della vita. È questo che ci porta alla mente il concetto di consonanza? Non armonia di pensiero e passione condivisa? Dato che non si può imporre a una parola il colore che dovrebbe avere e merita di avere, forse la cosa più saggia da fare - fuori dall'uso tecnico - è lasciarla a maggese. Magari, fra qualche decennio, potrà essere usata meglio di quanto sia concesso a noi. Senza nulla togliere alla gravità dei fenomeni sociali di omologazione.

(Tutt'altro sarebbe il discorso riguardo all'"omologo", termine validamente usato per sottolineare l'identità di funzioni, l'appartenenza a una medesima specie, la condivisione di uguali qualità: pensiamo al primo ministro inglese che incontra il suo omologo francese, alla discriminazione di retribuzione fra dipendenti omologhi, all'omologia che associa il braccio umano alla pinna del delfino, ai lati omologhi di poligoni simili.)

Parola pubblicata il 13 Ottobre 2014

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