Pecunia

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pe-cù-nia

SignDenaro

dal latino: pecunia, derivato di pecus bestiame.

Si tratta di un sinonimo di denaro, dotato di alcune sfumature interessanti.

Appartiene ad un registro elevato, proprio di ambiti letterari o giuridici, ma la sua origine è quantomai umile: infatti questa parola è retaggio di un tempo in cui l'economia si basava sulla pastorizia, e gli scambi commerciali, piuttosto che sul denaro, si fondavano sul valore intrinseco di beni quali gli animali. Si tratta di un'origine tanto lontana che, nei colori di questa parola, non si vede più; le resta invece il prestigio di una storia plurimillenaria.

Notiamo che il suo uso non deve necessariamente essere limitato a contesti aulici: come ogni parola alta, si presta bene a usi ironici - che in faccende così delicate come possono essere quelle di denaro tornano straordinariamente utili. Se declino una cena al ristorante per mancanza di pecunia, disinnesco la tensione che si genera nel comunicare che mi mancano soldi; se, convinto dal prodotto proposto da un venditore, domando di chiarire la questione pecuniaria, impiego una sorta di eufemismo per tenere alto un tono cortese anche in un momento venale; e dire che voto un salvadanaio a custodire la pecunia per le vacanze, mette questo accantonamento già in una luce rilassata e sorridente.

Insomma, sembra una parola dappoco e invece non lo è.

Parola pubblicata il 26 Febbraio 2014

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