Performativo

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per-for-ma-tì-vo

SignIn linguistica, di enunciato che coincide con l'azione stessa che enuncia

dall'inglese: performative coniato dal linguista e filosofo inglese J. L. Austin, dal verbo to perform compiere, passato dal francese antico parfornir, composto del suffisso par- completamente e fornir eseguire.

L'enunciato performativo non descrive né prescrive: l'enunciato performativo è esso stesso il compimento di un'azione. Facendo degli esempi, "Ti benedico", "Lo giuro" e "La seduta è tolta" sono frasi che senz'altro compiono già la benedizione, il giuramento, e pongono fine alla seduta.

Descrizioni e prescrizioni sono semplici, intuitive, quasi animali - anzi, fuori dal linguaggio verbale li condividiamo davvero con gli altri animali superiori: anche un lupo è in grado di comunicare che ci sono delle prede, o il divieto per i più giovani di mangiare prima di lui. Ma l'enunciazione performativa si compie nel verbo, fenomeno solo umano. Ed è forse la cifra di quell'intreccio fra magia e lingua proprio di tempi andati, o di racconti fantastici, che però ha un solidissimo fondo di verità: la parola compie. Così "Scommetto di riuscire", "Lascio in eredità i miei beni a...", oppure "Io ti prendo come sposa", potentissimi enunciati performativi, avranno sempre il colore delle formule magiche - o sacre.

Parola pubblicata il 04 Marzo 2013

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