Petaloso

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pe-ta-ló-so

SignChe ha molti petali

derivato di petalo, dal greco pétalon 'foglia', derivato di petannýnai 'aprire'.

Questa parola sta vivendo un momento di celebrità strabiliante sui social network e sui giornali per via di una curiosa e tenera vicenda. Una maestra del ferrarese, trovandosi davanti scritta da un suo alunno la parola 'petaloso', ha deciso con lui di girare il dubbio sulla sua ammissibilità all'Accademia della Crusca - perché in effetti non è un lemma che si trovi nei dizionari. Nella sua risposta, l'Accademia non ha potuto che constatare la corretta formazione di questo termine, aggettivo derivato dal sostantivo 'petalo' con l'aggiunta del comune suffisso aggettivale denominale '-oso'. Centinaia di altri aggettivi sono formati così. Inoltre, ha evidenziato come, per far sì che una parola sia riconosciuta e inclusa nei dizionari, non sia necessario l'avallo di studiosi, ma sia necessaria e sufficiente la diffusa consuetudine.

È senza dubbio una vicenda graziosa, in cui la creatività dell'infanzia, l'autenticità dell'insegnamento e la gentilezza della cultura danno il meglio di sé. E proprio perché ci troviamo davanti a una nuova parola (o a un'ipotesi di parola), vediamo che cosa se ne può dire.

Una parola che significasse 'ricco di petali', in italiano, mancava. E quindi colma a tutti gli effetti una lacuna, in maniera immediata e intuitiva. Ninfee, rose e magnolie sono eminentemente petalose. Com'è possibile che susseguenti generazioni di parlanti italiani non abbiano sentito il bisogno di significare così questo attributo?

In botanica troviamo un risalente 'polipetalo', antica dicitura per gli attuali 'dialipetalo' o 'coripetalo'; però questi termini descrivono corolle in cui i petali sono separati gli uni dagli altri, non molti. Probabilmente non è un rilievo scientificamente interessante.

E fuor di botanica? Be', va notato che la descrizione di un fiore come 'petaloso' è piuttosto naïf. C'è un che di familiare e ingenuo, in questa parola - complice un suffisso che facilmente offre sfumature del genere, pensiamo a un peluche coccoloso, a un divano morbidoso, al biscotto inzupposo della pubblicità. Invece, di solito, quando si parla di fiori, i toni vogliono essere tutt'altro che naïf. Vogliono essere poetici, romantici, magari sensuali, o preparare significati alti, talvolta solenni - e anche qui di rado il numero di petali è un elemento rilevante.

Quindi, nell'uso di questa parola, è importante che la prospettiva sia ingenua, familiare, e che il fiore voglia essere considerato in un'ottica fanciullescamente disinvolta: alla ragazza non si regalano fiori petalosi, per il gala non ci si mette un fiore petaloso all'occhiello, e non diremo che il sacro loto è petaloso. Magari però può essere petalosa la rosa tea grassa e ormai sfatta che sprigiona un profumo inebriante, il mazzo di fiori petalosi al centro della tavola si curva sotto il suo stesso peso, esposti al vento sferzante i fiori petalosi si ritrovano presto spelacchiati, e la cugina sfoggia un abito a fiori eccezionalmente petaloso.

Una proposta vivace, che sosteniamo appieno: una parola da tenere a mente e da usare!

Parola pubblicata il 25 Febbraio 2016

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