Prillo

10 Giugno 2017

prìl-lo

SignRapida rotazione di un oggetto intorno al proprio asse; giravolta, avvitamento; movimento improvviso, nervoso

da prillare, verbo di origine onomatopeica.

Capita di rado di trovare o usare questa parola, che però è segno di un discorrere molto raffinato, diciamo pure letterario, e si distingue in maniera netta dai suoi sinonimi.

Il suo primo significato è semplice, e ha una forte aura domestica: infatti il prillo è quel rapido movimento rotatorio (o l'impressione di tale movimento) che osserviamo in particolare nel frullare della trottola (tant'è che nel lucchese 'prillo' vuol proprio dire 'trottola'), o nel girare del fuso. Ora, il prillo può anche passare a significare la piroetta, la giravolta, l'avvitamento nel tuffo, ma rispetto a questi altri termini comunica delle sfumature decisamente diverse: è più rapido, stretto, ha un momento maggiore, arriva all'improvviso, perfino al convulso.

Così si alza il sopracciglio davanti alla coreografia tutta prilli, i prilli dei bambini nell'acqua infradiciano chi prende il sole a bordo piscina, il cane, con uno dei suoi prilli, butta in terra il vaso di fiori. Ma giunge a perdere anche la rotazione: il nervosismo è rivelato dai prilli delle mani, ci fa trattenere il fiato il prillo dei bicchieri incerti sul vassoio.

Una parola da segnarsi e tenere pronta.

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