Pudenda

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pu-dèn-da

SignOrgani genitali esterni

dal latino pudenda, gerundivo neutro plurale di pudère vergognarsi.

Una parola importantissima: colta, ironica e utile più che mai.

Le pudenda - o le pudende - altro non sono che gli organi genitali esterni. La cosa più interessante è che, etimologicamente, questo latinismo significa 'ciò per cui si deve provare vergogna'.

Durante la recente visita in Italia di Hassan Rouhani, presidente dell'Iran di fresco sollevato dalle sanzioni internazionali che ne bloccavano i commerci, un novello Braghettone, non è chiaro chi, ha disposto che le statue che mostrano le pudenda presso cui sarebbe transitato tale prestigioso ospite fossero barricate in delle sorte di scatoloni, cosicché non offendessero, con la loro impudicizia, lo sguardo del dignitario. Dato che dalla visita di Rouhani dipendevano investimenti miliardari, è parso opportuno lisciare così la sua teocratica sensibilità: il sesso, come il riso, per le teocrazie è sempre stato un demone da esiliare con la vergogna - una condanna sociale.

Per fortuna il superamento dei genitali quali enti vergognosi, da noi, è sempre più evidente, e la stessa parola 'pudenda' vive quasi sempre in senso scherzoso o ironico: all'amico che esce dalla doccia si porge l'asciugamano per coprirsi le pudenda, la coinquilina che si mette comoda si scusa per il mostrarci un attimo le pudenda, e il tuffo entusiasta fa scappare le pudenda dal costume.

Ciò non significa che i genitali esterni siano una parte del corpo come un naso o un piede, questo è evidente. Presiedono a funzioni che hanno un senso e un peso speciale - specie quella sessuale. E senza voler fare della metafisica antropologica, non stupisce che una dimensione tanto profonda e intima si ripercuota nell'opzione di una certa riservatezza. Ma gli organi genitali non sono certo elementi di cui vergognarsi - non più di quanto ci si vergogni di un naso o un piede. Specie in un contesto come quello artistico, che lambisce gli umori sessuali in maniera così alta e significativa.

(Comunque, chiamare le cose col loro nome è importante: quando qualcuno viene da te ventilando un'offerta e per soddisfarlo fai qualcosa che non è all'altezza della tua dignità, non si chiama ospitalità, ma prostituzione.)

Parola pubblicata il 01 Febbraio 2016

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