Rifocillare

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ri-fo-cil-là-re (io ri-fo-cìl-lo)

SignRistorare qualcuno con cibo e bevande

dal latino refocilare ristorare, riconfortare, composto da re- e focilare scaldare, nutrire, confortare.

Questa parola è di una delicatezza disarmante. Già l'atto di ristorare qualcuno dandogli da mangiare e da bere è intrinsecamente gentile; ma il verbo rifocillare eleva ulteriormente questa gentilezza. Con un occhio all'etimologia, vediamo che diventa un concetto affine al riscaldare, al confortare: cibo e bevande sono solo un mezzo con cui si raggiunge questo dolce risultato. Allora posso rifocillare gli amici esausti che mi hanno dato una mano nel trasloco, e l'anziano mendicante comprandogli il pranzo.

Questo verbo è spesso usato al riflessivo: mi rifocillo. Anche in questo caso - nonostante manchi una volontà esterna che si prende cura di noi - resta un atto delicato: se mi rifocillo, non mi abbuffo golosamente, ma mi nutro, spazzando via ogni disagio e ogni affanno. Finito il lavoro complicato, mi prendo un'oretta per rifocillarmi.

Certo, se dico che, durante la giornata intensa, possiamo passare da me a rifocillarci, il mio tono può risultare un po' affettato - ironico, magari: un'impressione provocata dallo scarso uso di questa parola, che suona strana, desueta. Ma visto il suo significato, che è tutt'altro che strano, e vista la sua profonda dolcezza, è bello non aver timore di usarla.

Parola pubblicata il 11 Luglio 2015

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