Sinallagmatico

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si-nal-lag-mà-ti-co

SignCaratterizzato da prestazioni corrispettive

da sinallagma, che è dal greco synàllagma accordo, da synallàsso stipulare, composto da syn insieme e allàsso prendere e dare in cambio.

Si tratta di una parola del lessico giuridico: è un gran parolone, ma non vano, infatti ha un significato molto preciso e rilevante.

Si dice sinallagmatico quel negozio che fa sorgere delle obbligazioni corrispettive fra le parti contraenti. Il caso più semplice di contratto sinallagmatico è la compravendita: io ti consegno un oggetto, tu mi versi un prezzo. Questa parola mette in luce un equilibrio di interessi naturale e curioso: la mia prestazione trova la sua causa nella tua prestazione. Il sinallagmatico resta quindi ciò che è caratterizzato da reciprocità: ad esempio, non sono sinallagmatici un testamento, un comodato, una donazione; invece lo sono compravendita e locazione.

Fuori dal gergo giuridico, difficilmente questa parola può essere usata; ciononostante, il concetto che offre è importante: ci parla di una reciprocità concreta, tabellare, su cui fondiamo la nostra vita sociale. E a contrario, invita riflessioni sul valore del dono, e suggerisce che umanamente, quando si riceve qualcosa, il denaro non è che un mezzo per onorare sapere, energie e tempo che ci sono stati messi a disposizione. La reciprocità è più del sinallagma.

Parola pubblicata il 08 Aprile 2015

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