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Sovvenire

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sov-ve-nì-re (io sov-vèn-go)

SignSoccorrere; venire in aiuto; venire in mente, tornare alla memoria

dal latino subvenìre 'accorrere', derivato di venire con il prefisso sub 'sotto'.

Sembra un verbo come tanti, e invece è di importanza capitale: richiede una riflessione su immagini mentali di profondità insolita. Etimologicamente la sua immagine è molto, molto vicina a quella del 'soccorrere', ma ha il pregio d'essere rimasta più versatile.

Chi o ciò che giunge (facciamo una considerazione generale) può giungere da direzioni diverse, è ovvio, ma due sono cariche di suggestioni particolarmente evidenti: l'alto e il basso. Portandoci sul nostro caso, il sovvenire (subvenire) è speculare al sopravvenire. E se al sopravvenire leghiamo le sfumature dell'inatteso, che cade casuale o piomba rapace, e le sfumature della stratificazione che si aggiunge volta a volta (ah, le sopravvenienze), il sovvenire ci fa tutto un altro discorso. Col suo venire sotto ci parla innanzitutto di un venire in aiuto: ci solleva, ci porta in salvo di peso, o alza una protezione, scende in strada, ci difende la gola. Ci sostiene: la forza che regge da sotto, che sotto interviene, è forza di soccorso. La forza soccorritrice non si schianta come un fulmine: emerge, circonfonde. E il sovvenire ci dipinge la sua azione con speciale discrezione - pensiamo all'eleganza della sovvenzione. Quindi sovvengo alla difficoltà degli amici che arrancano portando loro una cena pronta; con dei buoni tasselli sovvengo al problema che stanno avendo i colleghi a montare gli scaffali; e lei è così, sovviene prima che le si chieda aiuto.

Curiosamente questo intervento basso, oltre al senso del venire in aiuto, ha preso anche quello del venire in mente. E non lo ha preso di recente: quando nel Duecento il sovvenire è attestato in italiano, ha già questo significato - che comunque ritroviamo anche nel subvenire latino, quindi è un'associazione di corso lunghetto. Ma dopotutto, anche in questo caso non si parla di folgorazioni - né ricordi né idee, né collegamenti né riflessioni arrivano dall'alto: tutto emerge dal mare della mente, spesso in modo poco controllabile, poco sondabile. Venendo a sapere della liaison clandestina mi sovvengono dei comportamenti strani che i due avevano ultimamente, adesso non mi sovviene quando è l'ultima volta che ci siamo visti, e tranquillo che la soluzione c'è, anche se ora non mi sovviene. Peraltro il sovvenire sarebbe anche direttamente il ricordo, la memoria, ma è un uso letterario che non ci suona tanto - non fuori dal souvenir.

Abbinamento mica male: il soccorso e l'idea, il ricordo, connessi da sempre nell'immagine archetipica di un medesimo venir sotto.

Parola pubblicata il 10 Marzo 2019

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