Stura

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stù-ra

SignAzione del togliere il tappo a un recipiente in modo che il liquido esca

derivato a suffisso zero di sturare, a sua volta da turare, con il prefisso s- privativo.

Questa parola è usata perlopiù in locuzioni stereotipate come 'prendere la stura' o 'dare la stura'. Ora, si tratterebbe di espressioni piuttosto colloquiali, ma si sono fatte strada (senza che questo valga a renderle più eleganti) anche in registri alti - tanto che non è infrequente trovarle in scritti accademici (ho in mente in particolare quelli di diritto).

L'azione che richiama è essenzialmente quella dell'aprire la botte togliendo il tappo e facendone sgorgare fuori il liquido: in occasione della festa l'amico dà la stura alla botte di vinsanto che teneva a invecchiare in cantina.

Questa immagine, figuratamente, descrive l'azione del liberare un flusso, un dare inizio con un seguito intenso: quando parlo con la conoscente lamentosa, una domanda di troppo e prende la stura di un catalogo interminato di mali; la sentenza di grande caratura dà la stura a un nuovo filone di danni risarcibili; e quando si guida coi nervi a fior di pelle la minima scortesia automobilistica dà la stura a una sequela di improperi da far gonfiare le vene del collo.

Una parola ruspante, che col gesto sonoro evocato dà un bel tocco di colore alla frase.

Parola pubblicata il 20 Dicembre 2016

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