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Testimonial

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testimònial

SignNel linguaggio pubblicitario, personaggio pubblico chiamato a reclamizzare un prodotto

voce inglese, propriamente 'attestato'.

Questo termine rientra appieno nella categoria degli pseudoanglicismi; non lo abbiamo creato ex novo utilizzando strutture e parole esistenti nella lingua inglese, come in altri casi accade, ma l’abbiamo adottato compiendo quella che si chiama una reinterpretazione semantica. Nella sua lingua d’origine, infatti, un testimonial è una referenza, una attestazione sui requisiti o sul carattere di qualcuno o qualcosa. In una fase ancora precedente, la parola indicava una presentazione scritta in maniera molto formale da parte di un datore di lavoro, in cui venivano elencate e descritte le qualità di un ex dipendente. Si tratta, in parole povere, della tanto anglosassone lettera di referenze (o di raccomandazione) che per tradizione veniva (e spesso viene tuttora) rilasciata non appena un rapporto di lavoro si interrompe, in modo da facilitare la successiva ricerca di un nuovo impiego. L’uso in funzione di sostantivo deriverebbe dall’abbreviazione dell’espressione letters testimonial, in cui il nostro termine ha invece funzione aggettivale.

E se la chiara derivazione latina si trova in questo termine inglese quanto nel nostro 'testimoniale', il testimonial lo abbiamo invece personalizzato con un uso specifico nell’ambito della pubblicità e del marketing. Certo, anche il nostro testimonial garantisce sulle qualità di ciò che descrive decantandone le qualità, ma è avvenuta l’attribuzione di un tratto umano: per noi non si tratta di un resoconto scritto ma di un personaggio famoso, in carne ed ossa, che reclamizza un certo prodotto. Col tempo l’uso si è allargato a chi riporta una testimonianza diretta di una certa esperienza vissuta o conosciuta personalmente, specie in supporto a delle teorie che vengono esposte, ad esempio durante seminari e conferenze. In inglese, a svolgere Questo ruolo è il cosiddetto endorser, che nel caso in cui sia popolare diventa un celebrity endorser. Un percorso semantico tutto fuorché arbitrario, divertente nella sua capacità di lasciare un po’ spiazzati i parlanti di madrelingua inglese.

Con Eleonora Mamusa, linguista e lessicografa, a venerdì alterni sviscereremo un nuovo anglicismo.

Parola pubblicata il 16 Febbraio 2018

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