Usmare

11 Luglio 2017

u-smà-re (io ù-smo)

SignOdorare, fiutare

attraverso l'ipotetica voce del latino parlato osmare, dal greco osmàomai, da osmè 'fiuto'.

Questo verbo è una creatura curiosa e difficile da afferrare: le informazioni che si possono reperire su di esso sono rapsodiche; si esauriscono quasi in quelle che ne dà Salvatore Battaglia nel suo celebre dizionario. Le sue attestazioni in letteratura non paiono essere poi molte, e il quadro che emerge è davvero interessante. Infatti pare il punto di sintesi fra i numerosi omologhi che ha in quasi tutti i dialetti regionali, tanto meridionali quanto settentrionali, con corrispondenze perfino in portoghese e spagnolo. La radice sarebbe greca (la troviamo anche, per esempio, nel termine medico 'anosmia', la perdita del senso dell'olfatto).

Il significato di 'usmare' è semplice: odorare, fiutare. Possiamo però anche dire che si tratta di un fiutare particolarmente intento, animale. I cani si lanciano in corsa una volta usmata la traccia (notiamo peraltro che il termine fratello 'usma' descrive giusto la traccia olfattiva), davanti alla falange di pentole chiuse lo zio, senza toccarle, usma quella con le cipolle in agrodolce, l'amico porta con sé l'usmatissimo fazzoletto che la sua nuova bella gli ha lasciato in dolce pegno.

Va detto: l'uso nella lingua nazionale non è da trascurare ma è da intenditori. Miglior corso hanno, probabilmente, proprio i corrispondenti dei dialetti regionali.

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