Voto

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vó-to

SignOfferta, promessa - specie alla divinità; espressione di volontà in una consultazione; valutazione scolastica

dal latino: vovere offrire in voto, augurare, desiderare.

Il voto, da millenni, è un elemento fondamentale della nostra civiltà, di cui però anche linguisticamente si è persa la dimensione. Il nesso fra i vari sensi non è semplicissimo.

L'uso più comune, specie per studenti e parenti di studenti, è quello della valutazione scolastica - uso curioso, che non è chiaro come possa essere scaturito dai significati più antichi e completamente eterogenei della medesima parola.

In origine infatti il voto era l'offerta volta alla divinità - per proprio percorso spirituale o per ottenerne il favore. Si tratta di una promessa che può riguardare un impegno morale, una condotta di vita, un dono a fronte di una grazia (con espressione latina, detto [ex voto] a seguito di un voto). È una forma di offerta presente in ogni religione; nella tradizione cristiana, a noi più familiare, si parla di doni votivi in onore delle grazie ricevute da un santo, si parla di voti quando si parla di vita monastica, voti che vengono "presi" dai novelli sacerdoti e suore secondo varie forme, fra cui possiamo menzionare il voto di povertà, di castità, di silenzio e di obbedienza.

Breve è il passo verso il voto come espressione di volontà e sostegno: una persona, esprimendo il proprio voto, conferisce l'offerta del proprio sostegno ad una proposta o ad un candidato.

In questo senso ci si fa chiaro come il voto vada ben oltre l'azione consultiva politica e amministrativa: oggi come oggi, ad esempio, il voto più potente ed inconsapevole che esprimiamo è quello dell'acquisto. Comprando qualcosa esprimiamo il nostro voto favorevole (col denaro come scheda elettorale) a tutta la catena produttiva e commerciale che ha portato quel bene fra le nostre possibilità d'acquisto: cioè acquistando con un gruppo d'acquisto solidale o comprando prodotti del commercio equo e solidale noi votiamo per queste realtà. E così praticamente ogni azione civile, interiore o esterna - dalla scelta di sorridere e parlare e pensare con gentilezza, alla condotta calma e disponibile in automobile -, rappresenta un voto segreto o pubblico a sostegno di quella scelta.

Forse, vista l'importanza capitale di questo concetto, dovremmo riscoprirne la ritualità.

Parola pubblicata il 06 Marzo 2012

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