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Abbacchiato

09 Dicembre 2013

ab-bac-chià-to

SignAbbattuto, depresso

da abbacchiare, a sua volta da una forma ipotetica del latino parlato: abbaclare, derivato di baculum bastone.

Il primo significato del verbo abbacchiare - variante del più comune "bacchiare" - è quello di tirare giù i frutti dai rami degli alberi colpendoli con un bastone, raccogliendoli così facilmente in teli stesi alla base dell'albero. Senza dubbio è un modo rapido per raccogliere la frutta, ma non è dei più accorti: acerbi e maturi, sani e marcescenti, tutti vengono abbattuti insieme senza speciale riguardo. Ed è da questa immagine che nasce il significato figurato di abbacchiato - in verità, ...

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Abbacinante

15 Giugno 2010

ab-ba-ci-nàn-te

SignAccecante, abbagliante.

derivato da bacino cioè, arcaicamente, un vaso, una concavità metallica, che arroventata veniva usata per accecare.

Aldilà dell'origine trucida, è una parola splendida per indicare un grado di luminosità superiore, come quello delle distese innevate, del sole che sfolgora sul mare. Quel tipo di luce che veramente ferisce gli occhi. Ma è così bello...

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Abbandono

02 Gennaio 2013

ab-ban-dó-no

SignAtto del lasciare per sempre; affidamento totale

dal francese: abandonner, dall'espressione être à bandon essere in potere, da ban potere, giurisdizione.

È una parola difficile. Nasce forse nell'immagine del lasciare alla mercé degli arbitrii del signorotto feudale. Immagine terribile, di cui possiamo solo intuire il peso, disegnata con l'angoscia dell'esser lasciati soli davanti alla crudeltà di un potere piccolo ed assoluto. Il lasciar soli è la cifra di questa accezione dell'abbandono: l'abominio che abbandona un cane, lo lascia solo nell'impietosa balìa di un mondo su cui lui, povero animale, non ha potere, un mondo che lo schiaccerà...

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Abbiocco

18 Aprile 2014

ab-biòc-co

SignSonnolenza, stanchezza, specie dopo un pasto

derivato a suffisso zero di abbioccare, da biocca chioccia.

La chioccia cova le uova stando tutta accovacciata; ed è da questa immagine che traiamo il concetto di abbiocco. Questo consiste in un irresistibile stato di sonnolenza - una sonnolenza che non chiede di mettersi a letto e dormire, ma semplicemente di abbandonarsi, collassando su sé stessi, e generando così una figura simile a quella della chioccia rannicchiata, con la testa ondeggiante sul petto. È un tipo di sonnolenza calda, invitante, acerrima nemica dell'azione - anche perché...

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Abbrivo

08 Gennaio 2012

ab-brì-vo

SignSpinta iniziale che una nave o un veicolo riceve dai suoi mezzi di propulsione

dal provenzale: abbrivar mettersi in movimento, forse da un termine gallico brivos forza.

Quando una nave inizia a muoversi, i suoi propulsori devono vincere un'immensa inerzia. Pensiamo alle vele che gonfiandosi tirano avanti gli alberi immobili, ai rematori che faticano sulle loro leve per trasferire allo scafo fermo l'energia delle braccia, ai motori rombanti tesi al massimo della potenza senza che nulla, per lunghi momenti, si muova. Tale spinta è l'abbrivo: difficile da imprimere, ma poi quasi inarrestabile. Questa spinta non riguarda solo i natanti: ad esempio, l'auto con...

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Abbuffata

09 Aprile 2012

ab-buf-fà-ta

SignGrande mangiata

composto di buffa, nei dialetti meridionali, rospo. Nel senso quindi di mangiare fino a gonfiarsi come un rospo.

L'abbuffata - o abboffata, sono allotropi - è quel mangiare talmente gustato e abbondante da trasfigurare il mangiante, da farlo intorpidire e gonfiare come un ranocchione. È certo uno dei piaceri centrali della festa grande passata in ampia ed ottima compagnia, strutturalmente non moderabile - se non dalla rarità dell'occasione. Non è che ci si abboffa ogni domenica. Certo è un impegno non da poco, per il corpo, faticoso ed usurante, ma però ti lascia appagato in maniera annichilente in...

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Aberrazione

24 Febbraio 2013

a-ber-ra-zió-ne

SignDeviazione; alterazione di un'immagine; spostamento apparente di un corpo celeste

dal latino: aberrare, composto da ab da e errare vagare.

Rispetto alla via conosciuta, rispetto alla via prevista, l'aberrazione è uno spostamento, una deviazione, un ritrovarsi a vagare fuori da quella via. Non è un errore casuale, c'è quasi qualcosa di intenzionale, di pesantemente innaturale, perfino disgustoso. Non ha la sfumatura solenne dell'abominio, ma ci si avvicina. Più leggeri e puliti riescono i significati che riguardano l'ottica, intendendo alterazioni di immagini, o lo spostamento apparente di un corpo celeste dovuto al movimento...

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Abietto

13 Aprile 2013

a-biét-to

SignSpregevole, vile, ripugnante

dal latino: abiectus participio passato di abicere buttar via, composto di ab da e iàcere gettare.

È una parola molto forte, un aggettivo che esprime un giudizio duro: l'abietto è ciò che è così spregevole da dover essere moralmente buttato via, rigettato, allontanato. È qualcosa con cui non si può dialogare, con cui mediare è impossibile poiché è incompatibile coi propri valori più profondi - e davanti a cui l'esilio è l'unica risposta umana che si può dare. Insomma, più che una parola è una mannaia. Nel soppesare un reato in tribunale questo verrà aggravato dai motivi abietti che hanno...

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Abluzione

22 Settembre 2011

a-blu-zió-ne

SignLavaggio del corpo, o di una sua parte - specialmente rituale

dal latino: abluere lavare, purificare, composto di ab da e lavere lavare. Pulire da.

La raffinatezza fatta parola. Trasforma la contegnosa intimità dell'igiene in elevatissima sacralità. Quanto è gentile preparare un asciugamano per le abluzioni degli ospiti, e quanto sono rituali le abluzioni delle mani e della bocca prima e dopo i pasti! Lieve, accarezza il riposto, il privato, non evitando di pronunciarlo ma pronunciandolo in maniera eletta, elegante - e quindi nobilitando l'azione che denota: perfino le abluzioni serali del cane, che durante la cena al ristorante...

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Abominio

16 Agosto 2010

a-bo-mì-nio

SignDisprezzo, rifiuto; cosa o persona che suscita orrore, ripugnante.

dal latino: ab che indica allontanamento omen presagio. Quindi, respingere il presagio (funesto).

Questa parola non è semplice - meno semplice della leggerezza con cui io stesso l'ho sempre usata. Infatti indica sia il sentimento di ripugnanza sia l'oggetto ributtante che suscita tale sentimento. Ad esempio, la guerra è un abominio e suscita abominio. L'emozione che descrive, comunque, è una ripugnanza urgente, un impulso di allontanamento e rifiuto come da un cattivo augurio, come da un vaticinio sinistro e disgraziato che ci fa orrore.

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