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Cabotaggio

28 Febbraio 2011

ca-bo-tàg-gio

SignNavigazione costiera fra porti della stessa regione

incerto. Forse dal nome del navigatore Giovanni Caboto, forse dallo spagnolo cabo capo, intendendo il navigare da capo a capo.

Cabotare significa navigare sottocosta di porto in porto - un tipo di navigazione adatto per le piccole imbarcazioni che abbiano da sbrigare trasporti e commerci minuti, senza affrontare il mare aperto. Così, con l'espressione "piccolo cabotaggio" si può indicare per estensione un'attività di poco rischio e scarsa importanza e prestigio, o un atteggiamento così inclinato. Si differenzia, sempre estensivamente, dal "grande cabotaggio", che invece tratteggia una navigazione - e quindi...

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Cacca

12 Agosto 2011

Càc-ca

SignFeci; cosa sporca, schifezza

voce infantile, che i latini volevano contratta da cloacare sporcare.

È una delle parole più fondamentali della lingua. Nessuna immagine come quella della cacca riesce intuitiva e versatile per dare attributi in metafora o in similitudine, di indole ridanciana e intellegibili fin dalla più tenera età, di un'ironia travolgente - volgare solo se usata con intenti volgari. L'immediatezza del dire che qualcosa è cacca è talmente essenziale e indipendente da circuiti razionali da acquisire una forza comunicativa sublime - e la cacca come immagine, la cacca come...

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Cachinno

29 Marzo 2014

ca-chìn-no

SignRisata sguaiata

dal latino: cachinnus, affine al greco: kakhazein sghignazzare, forse di origine onomatopeica.

È una parola fine, un vero arcaismo. Insomma, la usa giusto Umberto Eco. Però è una parola di valore, che riesce a vestire di grazia il riferimento alla risata sguaiata, allo schiamazzo: usandola ci si pone palesemente a un livello superiore - il che apre sia ad uno sguardo ironico e simpatico, sia ad uno censorio e bacchettone. Perché il cachinno non è solo una risata spiacevole e di bassa lega; se ne può anche apprezzare la vitalità, e il suo essere divertente. Il giudizio sul suo...

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Cacofonico

24 Maggio 2015

ca-co-fò-ni-co

SignSgradevole da sentire

da cacofonia, dal greco kakophonìa, composto da kakós cattivo e phoné suono.

La cacofonia riguarda la bellezza - anzi, la bruttezza: certi suoni risultano sgradevoli all'orecchio. Quindi ciò che è cacofonico non è sgradevole da udire perché ci ferisce o ci fa arrabbiare; è solo una questione estetica. Ad esempio, si può parlare di una ripetizione cacofonica all'interno di un testo; il musicista può dileggiare il brano celebre e sussiegoso riproponendolo in una chiave cacofonica; e può risultare tremendamente cacofonico l'acronimo di un'impresa o di...

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Cafone

03 Dicembre 2012

ca-fó-ne

SignMaleducato, rozzo

secondo un etimo suggestivo, dal nome di Cafo, centurione che combatté al servizio di Cesare e che ebbe, da veterano, delle terre in Campania; più probabilmente affine a cavare, in riferimento al contadino che zappa e solca la terra.

A metà fra storia e leggenda, si vuole che Marco Antonio si fosse impegnato per fare avere delle terre nell'agro campano ai veterani di guerra di Cesare, dopo la morte di questo. L'operazione non fu proprio cristallina in quanto a legittimità, ma fatto sta che vicino a Capua ci finirono il centurione Cafo coi suoi. Come si può indovinare, questo Cafo non era propriamente un gentleman, anzi. Aduso a battagliare con Galli e Bretoni, come ebbe la terra si distinse subito dai locali per i suoi...

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Cairologico

21 Giugno 2014

cai-ro-lò-gi-co

SignDel tempo inteso come occasione, momento opportuno

dal greco kairos momento opportuno.

Una parola per niente facile e decisamente poco nota e tanto ricca. Il concetto di tempo cairologico si contrappone a quello cronologico, che ci è più consueto: mentre questo considera il tempo nel suo sviluppo lineare e misurabile, quello ci racconta il tempo come momento opportuno, istante delle occasioni, il tempo maturo per compiere un'azione, adatto a cogliere la palla al balzo. Per meglio comprendere questo concetto ci si può rifare alle raffigurazioni antiche di Crono e di Kairos...

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Calcolo

20 Aprile 2014

càl-co-lo

SignSuccessione di operazioni matematiche; insieme di teorie e metodi impiegati in certi campi della matematica; considerazione, congettura, previsione; in medicina, concrezione patologica di sali minerali o acidi organici nell'organismo

dal latino: calculus sassolino, derivato di calx calce.

Si tratta di una parola antica, di enorme successo e umili origini. Il calcolo altro non è che il sassolino. Un significato che ci suona normale e prevedibile nel caso del calcolo inteso come patologia: in ambito medico, il calcolo è una (dolorosa) concrezione - che del sassolino ha tutto l'aspetto. Ma come nascono i variegati concetti matematici di calcolo? In tempi antichi, per fare i conti, ci si aiutava con i sassi. Potevano essere pietruzze sciolte impiegate intuitivamente per tenere...

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Caldeggiare

04 Luglio 2015

cal-deg-già-re (io cal-dég-gio)

SignAppoggiare, sostenere qualcosa con calore

derivato di caldo, che viene dal latino caldus, forma sincopata di calidus, a sua volta derivato di calere esser caldo.

Di rado capita di imbattersi in parole tanto graziose come questa. La sua base è l'archetipico collegamento fra il sentimento e il calore - dato semplice, ma non banale. Nel medioevo questa parola ha avuto il significato di difendere, proteggere, che sono azioni mai fredde; ma col tempo - le prime attestazioni sono ottocentesche - il calore significato da questa parola si è volto all'appoggio e al sostegno. Vero, la differenza non è poi grande (fra il difendere qualcosa e il sostenerla il...

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Caleidoscopio

01 Maggio 2015

ca-lei-do-scò-pio

SignGioco ottico, che consiste in un tubo al cui interno sono posti longitudinalmente due o più specchi, che riflettono frammenti di vetro colorato generando piacevoli immagini geometriche, che cambiano continuamente ruotando il tubo; susseguirsi di immagini

dall'inglese kaleidoscope, nome coniato dal suo inventore, sir David Brewster, nel 1817. È composto dal greco kalós bello, eidos immagine e -scopio elemento che indica apparecchi atti all'osservazione di qualcosa - dal greco skopéo osservare.

Il caleidoscopio è un oggetto tanto affascinante quanto inutile. Grazie alle simmetrie generate dagli specchi che contiene, ponendo l'occhio a un'estremità del caleidoscopio si osservano visioni geometriche cangianti, più o meno complesse a seconda della raffinatezza dell'oggetto, del numero di specchi e dell'accortezza con cui i frammenti di vetro colorato vi sono posti dentro. Girandolo, l'immagine ottenuta cambia sempre. Possiamo intendere che fosse uno stimolante passatempo nell'Europa...

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Calepino

16 Novembre 2014

ca-le-pì-no

SignGrosso vocabolario, specie di latino; taccuino

dal nome di Ambrosius Calepinus, cioè Ambrogio dei conti di Caleppo, umanista bergamasco che visse a cavallo fra il XV e il XVI secolo.

Ad Ambrogio Calepino si deve la pubblicazione, nel 1502, di un fortunatissimo dizionario di latino, che negli anni successivi fu arricchito tanto da diventare un'opera imprescindibile per tutti gli intellettuali d'Europa. Purtroppo, il vecchio Calepino non vide compiuto il suo lavoro, che nelle edizioni successive fu articolato in molte lingue. Ma il suo nome sopravvive come antonomasia per indicare vocabolari voluminosi - e non solo. Attraverso un uso maturato in Francia (molto censurato...

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