Bere a piccoli sorsi; sopportare di malavoglia
dal latino sorbēre ‘inghiottire, assorbire un liquido’.
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Bere a piccoli sorsi; sopportare di malavoglia
dal latino sorbēre ‘inghiottire, assorbire un liquido’.
Degno di Catone; austero, severo; intransigente, rigidamente moralistico
da Cato, Catonis, cognomen della gens Porcia, in duplice riferimento a Marco Porcio Catone detto «il Censore» e Marco Porcio Catone detto «l’Uticense».
Varietà: piemontese — lato esposto a nord, a bacìo
dal latino inversu(m) ‘invertito, voltato dall’altra parte, rovesciato’.
Disturbare, importunare, infastidire; al riflessivo annoiarsi, stancarsi
derivato di coccia ‘guscio, chiocciola’ — dal greco kochlías ‘chiocciola, conchiglia’, attraverso il latino classico cŏchlĕa e il volgare *cŏcea, — con una s- privativa; propriamente, ‘rompere il guscio’.
Sbigottito, stupefatto; assorto, estraniato in fantasticherie
propriamente, participio passato di trasognare, derivato di sognare col prefisso tra- ‘attraverso’.
Risplendere attraverso corpi diafani o discontinui, detto della luce; trasparire
voce dotta recuperata dal latino tralucere, variante di translucere, derivato di lucere ‘splendere’ col prefisso trans- ‘attraverso’.
In linguistica e filosofia del linguaggio, relativo agli effetti che un atto linguistico produce sui pensieri, sui sentimenti o sulle azioni di chi ascolta, di chi parla o di altre persone
derivato di locutorio con prefisso per-, sul modello dell’inglese perlocutionary.
Chi è o si è proposto per una carica, o attende d’essere scelto; chi si presenta a un concorso o a un esame
voce dotta recuperata dal latino candidātus ‘vestito di bianco’, da candĭdus ‘bianco splendente’, da candēre ‘splendere, brillare’.
Pauroso, che manca di coraggio
voce dotta recuperata dal latino pavidus ‘che ha paura’, derivato di pavere ‘aver paura’.
Che non accenna a esaurirsi
voce dotta recuperata dal latino inexhaustus, in cui il prefisso in- negativo è anteposto a exhaustus ‘esausto’ participio passato di exhaurire ‘attingere, svuotare’, da haurire ‘attingere’ col prefisso intensivo ex-.
Cavità angusta, recesso
voce dotta recuperata dal latino anfractus ‘sinuosità, giravolta, tornante, recesso, raggiro’.
Frivolo, vano, inconsistente, inutile
voce dotta recuperata dal latino futĭlis ‘che non tiene, che versa’, dal verbo fŭndĕre ‘versare’.
La parte più fonda della notte
voce dotta recuperata dal latino conticinium, da contĭcēre ‘tacere’, da tăcēre con prefisso con-.
Dipingere, colorire, ricamare; figuratamente, descrivere con particolare evidenza, evocare o raffigurare nella mente, esprimere attraverso parole, suoni o gesti. Esiste inoltre un secondo pingere, antico e poetico, che significa ‘spingere, sospingere’ e, nella forma pronominale, ‘inoltrarsi’
nel significato di ‘dipingere’, dal latino pĭngĕre, ‘ricamare, colorire, dipingere’. Nel significato di ‘spingere’, è invece tratto da spingere per caduta della s- iniziale.
Spiegare parole e passi ostici di un testo con chiose, commenti a margine o interlineari; commentare, spiegare, interpretare
dal latino tardo glōssa / glōsa, prestito dal greco glôssa ‘lingua, parola’, ma anche ‘parola rara o straniera’.
Fermo, immobile
voce dotta recuperata dal latino immotus ‘immobile, fermo’, derivato di motus, participio passato di movere ‘muovere’, col prefisso negativo in-.
Varietà: lombardo occidentale — propriamente San Michele, ma per traslato ‘trasloco’, in particolare nell’espressione «fà sanmichée» ‘traslocare’
dal latino sanctus ‘santo’ e Michael, che è dall’ebraico Mîkhā’ēl ‘chi è come Dio?’, tradotto tradizionalmente in latino con la formula “Quis ut Deus?”.
Puzzolente
voce dotta recuperata dal latino graveolens, composto di gravis, cioè ‘grave, pesante’, e olens, participio presente di olère, ‘odorare’.