Codino

co-dì-no

Significato Piccola coda, specie di capelli; che (o chi) si dimostra reazionario, retrogrado, specie in politica

Etimologia diminutivo di coda, derivato dal latino cauda; nel senso di ‘reazionario’ dalla parrucca a coda portata dai nobili prima della Rivoluzione francese e divenuta segno dei reazionari durante la Restaurazione.

La politica occupa molte teste, ma in certe fasi storiche proprio ciò che si portava in testa era già un segno politico. Dare del codino a qualcuno, ancora oggi, vuol dire dargli del reazionario, del retrogrado; ma per capire bene perché, e con quale effetto, bisogna guardare certe nuche settecentesche

.Il codino, diminutivo di coda, era la treccia con cui i gentiluomini d'Europa, incipriati e imparruccati, si raccoglievano i capelli dietro la nuca, fermandoli con un nastro. Era un segno del bel mondo, dell'aristocrazia, del secolo delle corti. Poi arrivò la Rivoluzione francese, e con essa una moda nuova: i capelli corti, naturali, con qualche suggestione romana — la testa del cittadino contro la parrucca del nobile. Tagliarsi il codino diventò un gesto politico; tenerlo, un altro.

Perché chi continuava a portarlo, dopo, lo faceva per ostentazione: restava fedele al vecchio mondo, al trono. Così, lungo l'Ottocento della Restaurazione e poi del Risorgimento, codino smise di indicare solo un'acconciatura e prese ad abbracciare un'idea: il nostalgico dell'antico regime, l'avversario di ogni novità. La parola si fa aggettivo e sostantivo — una mentalità codina, un codino al governo — e si carica di disprezzo. Fa una certa impressione che un'intera visione del mondo — la diffidenza per il nuovo, la fedeltà a ciò che fu — sia finita appesa a un ciuffo di capelli annodati.

Fra i molti modi di dire la chiusura al nuovo, il codino ha un timbro speciale. Il reazionario ha un'energia spesso violenta, vuole rispondere e smontare ciò che è stato fatto; il conservatore desidera soltanto che nulla cambi; il retrogrado è rimasto indietro convintamente ma senza quasi accorgersene; l'oscurantista teme la luce del sapere; il passatista coltiva la nostalgia come programma. Il codino, rispetto a tutti, porta cucita addosso un'epoca precisa: è un termine squisito, che sa di cipria e di corti rovesciate. È il reazionario in costume, che rimpiange un mondo intero.

E così posso parlare del nonno codino che a tavola, come sempre, tratteggia le meraviglie dei bei tempi andati; del commento che bolla come codina una riforma che per altri è timida; del professore rigoroso che ha la fama, forse meritata, di codino.

Il codino, come acconciatura, è difficile da vedere in giro; ma nel biasimo dotto può fare ancora capolino dalla nuca della Storia.

Parola pubblicata il 24 Giugno 2026