Manducare
man-du-cà-re
Significato Mangiare
Etimologia dal latino manducare, da màndere ‘masticare’.
Parola pubblicata il 08 Maggio 2026

man-du-cà-re
Significato Mangiare
Etimologia dal latino manducare, da màndere ‘masticare’.
Parola pubblicata il 08 Maggio 2026
Non c'è mai stata gara: mangiare è praticamente da sempre molto più comune di manducare. Il che è curioso: manducare è un verbo ereditario, popolare, che continua direttamente dal latino, mentre mangiare è un prestito (registrato alla metà del Millecento) dal francese manger — il quale però a sua volta pure deriva dal manducare latino. Va inoltre notato che in latino non c'era gara fra manducare e edere — quest'ultimo era ben più corrente. Siamo davanti alle misteriose selezioni che hanno portato avanti una parola piuttosto che un'altra che in teoria doveva avere carte migliori.
Risalendo oltre, il manducare latino deriva dal verbo màndere, che significa 'masticare' — non certo un grande volo concettuale. E giusto per rafforzare nella nostra mente il collegamento, possiamo stringerci la mandibola, che viene proprio da qui.
Ad ogni modo, il manducare non è morto: si è conservato come termine ricercato, letterario, con qualche circostanza che poi aggiungeremo.
Un suo pregio, forse vintage, è chiaro — la rima. Offre un'alternativa alla terminazione del mangiare, che non è proprio ricchissimo di sinonimi neutri e generici (nutrirsi e alimentarsi hanno un taglio di sostentamento, sfamarsi e rifocillarsi hanno un taglio di sollievo, ingerire e saziarsi stanno un passo dopo, assaporare e gustare sono estetici e via dicendo).
Così possiamo godere del proverbiale «Indó si manduca, Iddio mi conduca» (extra: «D'indó si lavora, Dio mi tenga fora»). Ma, salendo un po', anche del «vidi due ghiacciati in una buca, / sì che l’un capo a l’altro era cappello; / e come ’l pan per fame si manduca, / così ’l sovran li denti a l’altro pose / là ’ve ’l cervel s’aggiugne con la nuca» con cui Dante intravede il Conte Ugolino sopra all'Arcivescovo Ruggeri, intento a rodergli il cranio come si mangia del pane per fame. Peraltro qualche terzina sotto, quando il Conte sta raccontando, Dante sfrutta per motivi analoghi anche l'ulteriore e ancor meno battuta risorsa del manicare, sovrapposizione fra manducare e masticare, nel frangente più tragico della storia che ora non ci infliggeremo.
Inoltre manducare, proprio per la sua ricercatezza, che fa impennare stranamente qualcosa di tanto consueto e vitale, si presta allo scherzo. Lo troviamo annotato già nella lessicografia ottocentesca («Vive quasi in senso di celia» annotava il buon Tommaseo, «oggi non si userebbe se non forse talvolta in poesia o per ischerzo» chiosava la Crusca). E in effetti
posso ancora parlare dell'amico che impernia tutta la programmazione del viaggio intorno al manducare, della pace che la collega ricerca fra le panchine del parco per manducare il suo buon panino, o del desiderio di starsene a manducare pistacchi sotto al sole.
Così parole vecchie, vecchissime, restano amabilmente in uso, e in vena di scherzi.