Celia

cè-lia

Scherzo, burla

Incerto; Paolo Minucci fu un autore che intorno al 1675 scrisse le "Note al Malmantile"; il "Malamantile Racquistato" era un poema epicomico scritto da Lorenzo Lippi, farcito di espressioni idiomatiche della Firenze del primo seicento: postumamente, per ampliarne il respiro, furono appunto scritte queste note spiegando i modi di dire e le espressioni più oscure: fra queste, il Minucci spiega che "celia" viene dal nome di una giovane, brillantissima commediante fiorentina - che si chiamava così.

La celia è molto semplicemente lo scherzo: il suono dolce e aggraziato ne dà però una dimensione posata ed elegante. Dire o fare qualcosa per celia, metter qualcuno in celia nel senso di canzonarlo non trasmette astio né sguaiatezza, ma un fondamentale garbo.

Stupenda, se le "Note al Malmantile" dicono il vero, l'etimologia che tiene viva dopo quattro secoli il nome di una ragazza divertente del teatro come antonomasia della burla; si tratta purtroppo di una parola poco usata, di cui sarebbe però bello ritrovare la finezza.

Parola pubblicata il 10 Aprile 2012

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