Misericordia

mi-se-ri-còr-dia

Significato Pietà, compassione che induce al soccorso; nome di confraternite e associazioni con scopi assistenziali; tipo di pugnale con cui si infliggeva la morte ai guerrieri agonizzanti

Etimologia dal latino misericordia, derivato dall’aggettivo misericors, composto dal tema di miserere aver pietà, e cor cuore.

Una parola consueta e bella, ma vasta e complessa.

La misericordia è un versante funzionale di sentimenti quali la pietà e la compassione: non esiste una misericordia intima, che resta ferma e nascosta in cuore. La misericordia è il traboccare di questi sentimenti in un atto di soccorso, in un aiuto concreto rivolto a ciò che suscita pietà. Una condotta autentica, misurata dall’etimologia in una compassione non cerebrale, ma scaturita dal cuore. Mossi da misericordia si accoglie in casa il cane ferito, politici esprimono con sicumera le loro idee prive di misericordia, e la piccola misericordia del fermarsi nel vedere un automobilista in difficoltà può fare una grande differenza. La consuetudine di usare questa parola come invocazione ha aperto l’impiego - per la verità, un po’ rétro - di “Misericordia!” come generica esclamazione di stupore, timore o disappunto.

Fu nella Firenze XIII secolo che per la prima volta questo concetto fu usato come nome per un ente assistenziale, che nel caso forniva cure gratuite ad ammalati e feriti, e provvedeva alla sepoltura dei morti derelitti. Nome suggestivo, quantomai calzante, che ebbe una vasta eco - tanto da essere ancora oggi nome di associazioni e confraternite di volontariato che operano nell’ambito dell’assistenza medica. Con un’estensione ulteriore, che è normalmente data per scontata, la misericordia diventa anche l’ambulatorio presso cui tale assistenza è prestata, e perfino sinonimo di ambulanza: quale mezzo è più misericordioso di un mezzo di soccorso?

Infine, misericordia fu anche il nome di un tipo di pugnale: lungo, stretto ed estremamente robusto, veniva usato alla fine delle battaglie per dare la morte a soldati e cavalieri agonizzanti, facendolo penetrare negli interstizi dell’armatura fino a toccare il cuore. Una misericordia terribile, estrema declinazione di quel soccorso compassionevole che vorremmo riuscisse sempre a salvare.

Parola pubblicata il 19 Ottobre 2014