Declinare

de-cli-nà-re (io de-clì-no)

Volgere in basso; evitare; flettere

dal latino: declinare composto di de verso il basso e clinare chinare.

L'impero in declino, declinare un invito, le cinque declinazioni latine. Che hanno in comune?

L'immagine - o meglio, il gesto - è il medesimo, delicato ed elegante: un volgere, un flettere posato, non troppo accentuato, in particolare verso il basso. Così i casi latini si scosteranno dal nominativo cambiando lievemente la forma in coda, l'invito che non si vuole proprio rifiutare, ricacciandolo al mittente, si declina cortesemente, quasi lasciandolo cadere col dorso della mano, e l'impero che volge inesorabilmente al proprio termine, ma senza rivoluzioni o stravolgimenti o crolli improvvisi, declina.

Nel senso di flessione mutuato dalle declinazioni latine, va notato l'uso forse più eletto di questa parola: la declinazione come sfumatura, come variazione. Si potrà declinare un valore nel proporlo a generazioni diverse, si potrà declinare la propria arte poetica secondo le regole della matematica o della musica, si potranno declinare variamente i propositi che si hanno calandoli nella realtà, trasformandoli in progetti.

Parola pubblicata il 20 Agosto 2012

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