Giacchiata
giac-chià-ta
Significato Varietà linguistica: fiorentino — bel risultato, ottenuto con fortuna e abilità
Etimologia da ‘giacchio’, tipo di rete da pesca; a sua volta legato al latino eiaculare ‘gettare in avanti con forza’, da iaculàri ‘scagliare’, (a sua volta derivato di iàcere ‘gettare’) con prefisso e(x)- ‘fuori’.
Parola pubblicata il 12 Gennaio 2026
Dialetti e lingue d'Italia - con Carlo Zoli
L'italiano è solo una delle lingue d'Italia. Con Carlo Zoli, ingegnere informatico che ha dedicato la vita alla documentazione e alla salvaguardia di dialetti e lingue minoritarie, a settimane alterne esploriamo una parola di questo patrimonio fantasmagorico e vasto.

T’ha’ fatt’una bella giacchiata, sentivo dire dalla mia nonna, cioè, si potrebbe dire, ‘hai fatto un bel chiappo’, ‘hai avuto un gran bel risultato’, ‘hai raccolto molti frutti del tuo sforzo’, o ‘hai avuto molta fortuna’. Sono dovuto andare in una remota area del Messico indigeno per trovare l’occasione di capire quest’espressione, che a Firenze si sente ancora abbastanza spesso.
Nello stato di Oaxaca, in Messico, che ha una superficie pari a circa un terzo di quella dell’Italia, si parlano decine di lingue (alcune diverse tra loro quanto lo sono l’arabo dal russo, per fare un esempio), appartenenti a diverse famiglie linguistiche, alcune delle quali sono rappresentate da una sola lingua conosciuta, la quale non assomiglia, non deriva, non è collegata, apparentemente, a nessun’altra lingua parlata nel mondo: si parla in questi casi di lingua isolata. Ebbene, presso gli Huave, che parlano la lingua chiamata ombeayiüts, lingua isolata come abbiamo detto, la fonte alimentare primaria sono i gamberetti pescati nelle lagune ai bordi dell’Oceano Pacifico. Questi gamberetti vengono catturati con una rete circolare a lancio, che era diffusa in passato anche dalle nostre parti, chiamata giacchio, come mi disse il linguista antropologo al cui seguito studiavo quelle remote genti.
L’uso del giacchio è piuttosto complesso: se lanciato scorrettamente la rete non si apre bene e non prende nulla; se anche si apre bene, e cattura qualcosa, poi va recuperata con abilità, chiudendola a scatto in modo da intrappolare le prede. Una giacchiata, quindi, è un lancio di giacchio particolarmente fruttuoso, per una combinazione, sempre auspicabile, di bravura e fortuna.
Giacchiata è un esito patrimoniale dal latino iacŭlum ‘getto’ col suffisso -ata: questo tipo lessicale non ha corrispondenti nell’italiano letterario. Per via cólta e letteraria, invece, dal latino e-iaculare ‘gettare in avanti con forza’ si è giunti in ultima analisi al termine medico eiaculare. Ma c’è un’altra questione interessante.
Tutti sappiamo che ‘l’italiano deriva dal fiorentino’, o almeno crediamo di saperlo. In realtà le cose stanno in un modo estremamente più complicato di così.
Di base, l’affermazione è abbastanza vera, se ci si riferisce alla struttura fonetica e lessicale del fiorentino del ‘300 (fiorentino aureo), ma non è affatto vera se ci riferisce al fiorentino popolare odierno: per paradosso, Firenze, che non ‘ha un suo dialetto’, perché suppostamente quello che era il dialetto è diventato l’italiano, è forse la città in cui si parla l’italiano ormai più diverso dallo standard, e c’è chi dice che è la più dialettofona – insieme a Roma, che ha una situazione non troppo dissimile – tra le grandi città: nessuno più di un fiorentino è individuabile dall’accento, quando parla – o crede di parlare – italiano. Immortale la frase che gli autori (geniali) della serie TV Boris mettono in bocca al personaggio di Stanis La Rochelle, interpretato magistralmente da Pietro Sermonti: «C’è un’altra cosa che voglio dirti, che credo sia il vero grande merito di questa fiction: è che non ci sono i toscani, capisci? Cioè nessuno che dice “la mi’ mamma”, “i’ mi’ babbo”, “passami la harne, la harta…” eh? Perché con quella ‘c’ aspirata e quel senso dell’umorismo da quattro soldi i toscani hanno devastato questo paese».
Non lo sappiamo con certezza, ma si tende a pensare, con motivo, che al tempo di Dante la cosiddetta ‘aspirazione toscana’ non ci fosse ancora. E poi il lessico: non tutto il lessico è passato dal fiorentino all’italiano, c’è una massa di parole, o anche solo di significati di parole altrimenti presenti nell’italiano standard, che ormai sono puramente fiorentine, e quindi a tutti gli effetti dialettali. Giacchiata è una di queste: esse sono raccolte nella splendida raccolta ‘Vocabolario del Fiorentino Contemporano’ diretto dal Prof. Neri Binazzi e pubblicato, anche online, dall’Accademia della Crusca, che è stato ovviamente alla base anche per la – vi assicuro non semplice – traduzione in fiorentino della storia di Topolino uscita il 17 gennaio 2025 in occasione della ‘Giornata Nazionale dei Dialetti’.