Giacchiata

Dialetti e lingue d'Italia

giac-chià-ta

Significato Varietà linguistica: fiorentino — bel risultato, ottenuto con fortuna e abilità

Etimologia da ‘giacchio’, tipo di rete da pesca; a sua volta legato al latino eiaculare ‘gettare in avanti con forza’, da iaculàri ‘scagliare’, (a sua volta derivato di iàcere ‘gettare’) con prefisso e(x)- ‘fuori’.

  • «Da bambini in campagna s'andava a rubà ll'uva.... e si faceva certe giacchiate...», 'da bambini in campagna andavamo a rubare l'uva... facevamo certe prese...' (frase in fiorentino)

T’ha’ fatt’una bella giacchiata, sentivo dire dalla mia nonna, cioè, si potrebbe dire, ‘hai fatto un bel chiappo’, ‘hai avuto un gran bel risultato’, ‘hai raccolto molti frutti del tuo sforzo’, o ‘hai avuto molta fortuna’. Sono dovuto andare in una remota area del Messico indigeno per trovare l’occasione di capire quest’espressione, che a Firenze si sente ancora abbastanza spesso.
Nello stato di Oaxaca, in Messico, che ha una superficie pari a circa un terzo di quella dell’Italia, si parlano decine di lingue (alcune diverse tra loro quanto lo sono l’arabo dal russo, per fare un esempio), appartenenti a diverse famiglie linguistiche, alcune delle quali sono rappresentate da una sola lingua conosciuta, la quale non assomiglia, non deriva, non è collegata, apparentemente, a nessun’altra lingua parlata nel mondo: si parla in questi casi di lingua isolata. Ebbene, presso gli Huave, che parlano la lingua chiamata ombeayiüts, lingua isolata come abbiamo detto, la fonte alimentare primaria sono i gamberetti pescati nelle lagune ai bordi dell’Oceano Pacifico. Questi gamberetti vengono catturati con una rete circolare a lancio, che era diffusa in passato anche dalle nostre parti, chiamata giacchio, come mi disse il linguista antropologo al cui seguito studiavo quelle remote genti.

L’uso del giacchio è piuttosto complesso: se lanciato scorrettamente la rete non si apre bene e non prende nulla; se anche si apre bene, e cattura qualcosa, poi va recuperata con abilità, chiudendola a scatto in modo da intrappolare le prede. Una giacchiata, quindi, è un lancio di giacchio particolarmente fruttuoso, per una combinazione, sempre auspicabile, di bravura e fortuna.

Giacchiata è un esito patrimoniale dal latino iacŭlum ‘getto’ col suffisso -ata: questo tipo lessicale non ha corrispondenti nell’italiano letterario. Per via cólta e letteraria, invece, dal latino e-iaculare ‘gettare in avanti con forza’ si è giunti in ultima analisi al termine medico eiaculare. Ma c’è un’altra questione interessante.

Tutti sappiamo che ‘l’italiano deriva dal fiorentino’, o almeno crediamo di saperlo. In realtà le cose stanno in un modo estremamente più complicato di così.

Di base, l’affermazione è abbastanza vera, se ci si riferisce alla struttura fonetica e lessicale del fiorentino del ‘300 (fiorentino aureo), ma non è affatto vera se ci riferisce al fiorentino popolare odierno: per paradosso, Firenze, che non ‘ha un suo dialetto’, perché suppostamente quello che era il dialetto è diventato l’italiano, è forse la città in cui si parla l’italiano ormai più diverso dallo standard, e c’è chi dice che è la più dialettofona – insieme a Roma, che ha una situazione non troppo dissimile – tra le grandi città: nessuno più di un fiorentino è individuabile dall’accento, quando parla – o crede di parlare – italiano. Immortale la frase che gli autori (geniali) della serie TV Boris mettono in bocca al personaggio di Stanis La Rochelle, interpretato magistralmente da Pietro Sermonti: «C’è un’altra cosa che voglio dirti, che credo sia il vero grande merito di questa fiction: è che non ci sono i toscani, capisci? Cioè nessuno che dice “la mi’ mamma”, “i’ mi’ babbo”, “passami la harne, la harta…” eh? Perché con quella ‘c’ aspirata e quel senso dell’umorismo da quattro soldi i toscani hanno devastato questo paese».

Non lo sappiamo con certezza, ma si tende a pensare, con motivo, che al tempo di Dante la cosiddetta ‘aspirazione toscana’ non ci fosse ancora. E poi il lessico: non tutto il lessico è passato dal fiorentino all’italiano, c’è una massa di parole, o anche solo di significati di parole altrimenti presenti nell’italiano standard, che ormai sono puramente fiorentine, e quindi a tutti gli effetti dialettali. Giacchiata è una di queste: esse sono raccolte nella splendida raccolta ‘Vocabolario del Fiorentino Contemporano’ diretto dal Prof. Neri Binazzi e pubblicato, anche online, dall’Accademia della Crusca, che è stato ovviamente alla base anche per la – vi assicuro non semplice – traduzione in fiorentino della storia di Topolino uscita il 17 gennaio 2025 in occasione della ‘Giornata Nazionale dei Dialetti’.

Parola pubblicata il 12 Gennaio 2026 • di Carlo Zoli

Dialetti e lingue d'Italia - con Carlo Zoli

L'italiano è solo una delle lingue d'Italia. Con Carlo Zoli, ingegnere informatico che ha dedicato la vita alla documentazione e alla salvaguardia di dialetti e lingue minoritarie, a settimane alterne esploriamo una parola di questo patrimonio fantasmagorico e vasto.