Vieto

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viè-to

SignVecchio, stantìo

dal latino: vetus vecchio - da cui anche "vetusto" e "veterano", ad esempio.

Le sfumature di questa pur desueta parola meritano di essere considerate in virtù del loro valore di altissima espressività: il vieto, infatti, è ciò che è antiquato, obsoleto - e in certa misura anche il rancido e lo stantìo - espresso con una sonorità estremamente calda e avvolgente, che pur nel dispregio è signorile, ma non solo; il vieto è anche il relitto, l'abbandonato, il rovinato, e in questa dimensione acquisisce una fermissima connotazione poetica.

Sarà vieta l'aria di una stanza sempre chiusa o in cui stanno degli animali, o saranno vieti cibi mal conservati (come quando il burro si ingiallisce e si crepa, o la cannella si inumidisce e perde l'aroma); saranno viete le reazioni delle vecchie generazioni alle crisi nuove, viete le idee che sanno di naftalina; saranno viete le grotte degli antichi eremiti, coperte di muschio, o i borghi abbandonati che costellano le nostre campagne, spettrali, marcescenti e meravigliosi.

Parola pubblicata il 20 Settembre 2011

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