Lugubre

lù-gu-bre

Significato Che esprime lutto, che è dominato da una tonalità cupa

Etimologia voce dotta recuperata dal latino lùgubris ‘luttuoso’, derivato di lugère ‘piangere, essere in lutto’.

È notevole il modo in cui il lugubre e il luttuoso abbiano finito per divergere.
‘Luttuoso’ era proprio il significato del latino lugubris, un derivato del verbo lugère, che è un piangere, ma più ampiamente un essere in lutto («Lugete, o Veneres Cupidinesque, / et quantum est hominum venustiorum. / Passer mortuus est meae puellae» scriveva Catullo in una deliziosa poesia, ‘Piangete, Veneri e Amorini, e quanti ve ne sono di uomini gentili. È morto il passero della mia ragazza’). È un verbo piuttosto solenne e insieme molto intenso — parenti indoeuropei si attestano addirittura sui significati di rompere, di spezzare, associati a manifestazioni di lutto. Però in italiano non è praticamente passato: sono passati appunto il lutto, col derivato ‘luttuoso’, e il lugubre.

Il lutto è la sofferenza per una perdita, e il luttuoso vi resta aderente con grande versatilità — funesto e funereo, pervaso dalla morte in maniera desolata, tormentoso.
Il lugubre invece si vota a un taglio estetico. Beninteso, non che non possa essere segno e manifestazione di dolore autentico; ma si sviluppa in riferimento all’apparato di simboli, ornamenti ed espressioni che accompagna la morte. Il lugubre qualifica un segno di lutto, ed è sostanzialmente dominato da una tonalità cupa: intensamente scuro, nero, tenebroso, triste — e anche, rispetto a un comportamento, afflitto, contristato. Insomma, non di rado il lugubre è più gotico che luttuoso.

Certo può essere lugubre la casa di recente rimasta vuota, che porta ancora l’impronta della sofferenza e del lutto, ma può essere lugubre anche la casa appena ristrutturata, con un’aria sofisticata ma tetra — pareti petrolio, tende pesanti e finiture in mogano; possono essere lugubri le ambientazioni di una serie televisiva ambientata nell’Inghilterra vittoriana, lugubre l’aspetto dell’adolescente romantico, festosamente lugubri le decorazioni di Halloween, ma anche lugubre l’atmosfera nel bar quando la squadra locale straperde.

Trascende il lutto, il lugubre; anzi avremmo qualche premura a definire ‘lugubre’ una situazione luttuosa — ha un tratto, se non esagerato, sicuramente sinistro, macabro e spettrale. E questi non sono proprio attributi che socialmente esprimiamo riguardo alla sofferenza del lutto — verso la quale abbiamo comprensibili premure e delicatezze, spesso eufemistiche, che nell’autenticità del sentimento respingono riflessi di squallore e desolazione e inquietudine.

Parola pubblicata il 24 Febbraio 2026