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Il significato originale dell'espressione 'carpe diem'

Da un'ode di Quinto Orazio Flacco (1.11) traiamo un detto di successo globale, che però è largamente travisato: ci vorrebbe parlare di un piacere malinconico, piuttosto che di una realizzazione che non si fa scappare occasione.

In questo motto, estratto da un verso del poeta latino Orazio (Odi, 1.11), è raccolta una saggezza importante, di matrice epicurea, che però si presta a una particolare perversione, molto diffusa, da cui la traduzione abituale non ci ripara. E non si tratta del fatto che la traduzione più aderente all'originale non dovrebbe essere cogli l'attimo quanto cogli il giorno. Il problema è nel cogliere: con che senso va inteso questo 'cogliere' attimi o giorni?

Non nel senso cairologico del termine. A dispetto della narrazione comune, non è il cogli l'attimo di chi sa aspettare e scattare nel momento giusto, afferrare al volo l'occasione che passa; non racconta il modo in cui coglie l'attimo l'opportunista, il self made man che racconta di aver costruito il suo impero su questa filosofia. Niente di più distante, letteralmente. Per capire il 'carpe diem' si deve capire il verbo carpere (anche se già solo osservando il nostro cogliere potremmo annusare il vero senso poetico di questa espressione).

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