Baccano

07 Aprile 2012

bac-cà-no

SignRumore, confusione

alterazione dal latino: Bacchanal Baccanale, nell'antica Roma, festeggiamento rituale orgiastico in onore del dio Bacco.

Il baccano è la forma più energica e vitalistica di caos strepitoso. Non è semplicemente un rumore forte e continuo da bolgia: in discoteca e nelle strade trafficate non c'è baccano. È il suono della festa travolgente, partecipata, è un suono umano, umanissimo, un'alta gazzarra - magari musicata, calorosa, che odora di sudore fresco, vino schietto e di quei fiori che profumano la sera, pervasa di eccitazione e desiderio d'incontro.

È vero, si può usare molto borghesemente dicendo che i vicini fanno baccano, che cos'è questo baccano?, a teatro in platea c'è un gran baccano. Ma quanto è più povero, così, il baccano, e quanto è lontano da Bacco.

Nota storica extra: Che cos'erano i Baccanali?

A Roma, a metà del mese di marzo, si svolgeva un'importante festa religiosa di due giorni in onore del dio Bacco: i Baccanali, appunto, importati dalla Grecia. Si trattava di un rito esoterico, a cui infatti potevano partecipare solo gli iniziati - inizialmente solo donne, le Baccanti.

Questi Baccanali non erano feste eleganti da vernissage. Piuttosto erano dei maxi-raduni in luoghi magici, in cui si facevano sacrifici al dio e si sferravano bestialmente gli istinti sessuali.

I Romani però erano dei gran bacchettoni - o almeno qualcuno di loro lo era veramente tanto, come ad esempio Catone il Censore (quello di delenda Carthago), che quando fu in carica (nel 186 a.C.), per arginare le frizzanti sodomie dei concittadini, bandì questi festeggiamenti. Per la legge romana certe cose non si potevano fare. O meglio, si potevano fare ma sugli schiavi, non sui cittadini liberi. Così i templi di Bacco furono rasi al suolo, i beni confiscati, i sacerdoti arrestati. E l'ordine fu finalmente riportato a Roma. Sob.

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