Crepa

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crè-pa

SignSpaccatura, fenditura

da crepare, dal latino: crepare scricchiolare, scoppiare.

L'etimo ci parla dello scricchiolio che accompagna il nascere di una crepa. La fenditura, allargandosi, separa in modo netto ma sottile due parti, che non torneranno a combaciare se non per opera dell'uomo. È importante notare come la crepa sia propria di oggetti duri e tendenzialmente minerali: non si crepa un'arancia, ma un vaso; si può crepare un osso, ma un cuore si creperà solo figuratamente, quando ce lo immaginiamo come un gioiello fragile.

I segni visibili rimasti negli edifici che non sono crollati e non sono rimasti illesi hanno una differenza fondamentale rispetto alle ferite: queste ultime (se non sono mortali) col tempo spesso tendono a rimarginarsi, le crepe invece con il tempo tendono ad allargarsi. Nel tempo trascorso dopo il terremoto questi sono gli esiti divergenti cui andiamo incontro e forse dentro di noi convivono crepe che si allargano e ferite che si rimarginano.

Questa è una "parola terremotata", frutto di una collaborazione con l'associazione LaCà, nata dopo il sisma in Emilia. Col loro aiuto cerchiamo di capire come alcune parole si sono trasformate dopo il terremoto e come si possono rinnovare. Il testo in corsivo è un loro diretto contributo.

Parola pubblicata il 15 Febbraio 2013

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