Onomatopea

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o-no-ma-to-pè-a

SignParola o locuzione che imita un suono o un rumore

dal greco: onomatopoiìa, composto da onoma nome e poieo io faccio. Creazione di un nome.

Quando rumori, suoni, versi vengono imitati in una lingua, traducendoli in parole che hanno i fonemi e la grafia della lingua stessa, si ha un'onomatopea. Si tratta quindi di un processo che cambia da lingua a lingua, e che se pure gli elementi fonici suggeriscono il significato della parola, la sua genesi resta arbitraria, frutto di decisioni e casualità imperscrutabili.

Per noi è naturale che il gallo faccia "chicchirichì", ma per un inglese, invece, fa "cock-a-doo-dle-doo" - verso che ci è assolutamente alieno.

Si può fare una differenziazione interna alle onomatopee, a seconda se siano scarne imitazioni di suono (come bau bau, plop, eccì, ah-ah, splash) o parole più articolate (gracidare, borbottare, ticchettare). Secondo alcuni le prime sarebbero semplici voci imitative, più che onomatopee propriamente dette.

Queste efficaci espressioni in cui suono e oggetto sono particolarmente affini vengono frequentemente ricercate in poesia, con licenze, nessi, ampiezze e ulteriori figure retoriche che certo divagano rispetto all'onomatopea della prosa e del parlato.

Ad esempio le troviamo ne "L'onda" di D'Annunzio: "Sciacqua, sciaborda,/ scroscia, schiocca, schianta..."; splenida immagine sonora del moto dell'onda marina sotto un pontile.

Oppure nell'incipit de "La fontana malata" di Palazzeschi, dove il gocciolìo della fontana è reso con "Clof, clop, cloch,/ cloffete,/ cloppete,/ clocchete,/ chchch...".

O ancora - meno intuitivamente - in Ungaretti nel suo "Si sta come/ d'autunno/ sugli alberi/ le foglie", in cui si può udire uno sparo, un lamento e infine il vento, e poi in Montale, dove la fucilata del cacciatore diventa "Una botta di stocco nel zig zag/ del beccaccino", e in Pascoli, per cui un fruscìo diventa "un fru fru tra le fratte".

Andrebbero ricercate anche nella quotidianità: sono espressioni bellissime e potenti, e molto naturali.

Parola pubblicata il 19 Maggio 2011

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