Angusto

an-gù-sto

Stretto; gretto

dal latino: angustus stretto, da angere stringere.

Una splendida parola in cui un concetto spaziale si sovrappone ad una sensazione: dal medesimo fusto nascono infatti angusto, angustia e angoscia. L'angusto è uno stretto che toglie l'aria, che limita il movimento e il respiro. Può essere angusta una stanzetta d'albergo di infimo grado la cui finestrella si affaccia su un muro, o un vicolo stretto fra pareti che quasi si toccano e in cui non arriva luce né un alito di vento, e un discorso portato avanti da intelletti non particolarmente alati può trovarsi confinato nell'angustia di luoghi comuni. Ed è proprio in senso figurato che l'angusto acquista i colori del gretto: delle idee, una mente o un giudizio che siano angusti non hanno il solo profilo di una limitatezza geometricamente stringente, ma implicano una dimensione di valore, una bassezza morale, una meschinità spesso propria della ristrettezza intellettuale - di un pensiero privo di ampio respiro.

Parola pubblicata il 07 Agosto 2013

Commenti