Appannaggio

ap-pan-nàg-gio

Rendita, in particolare rendita pagata dallo Stato in favore della famiglia reale; prerogativa, dote

dal francese: apanage, da apaner dare del pane, dotare, derivato di pain pane.

Anche questa è una parola alta, altissima: l'appannaggio consiste nella rendita che lo Stato assicura al re e alla famiglia reale - che oltre alla regalità, classicamente, non ha mestieri, ma deve pur vivere da re. E in quest'ottica fa sorridere l'eufemismo dell'etimo, che ci parla di un assicurare il "pane". Poteva invece avere un senso quando si parlava dei beni appannaggio dei secondogeniti, dei cadetti, a cui dell'eredità paterna non toccava un soldo.

Visto che, almeno da noi, non ci sono più re o diritti di maggiorasco, l'appannaggio trova altri significati, astraendosi e diventando una specie di prerogativa, di dote speciale che è propria di qualcuno, o che gli spetta. Si potrà dire che la possibilità di studiare, ancora oggi, è appannaggio di una cerchia ristretta di persone; poter godere dell'esclusivo privée della discoteca è appannaggio di un'eccellente élite sociale che ha "cotanta onranza, che dal modo de li altri li diparte"; il baciamano resta appannaggio di uomini educati in un altro tempo, in un'altra società, altrimenti riesce farsesco.

Parola pubblicata il 19 Febbraio 2013

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