Aprico

a-prì-co

Aperto, solatìo

dal latino: apricus, di etimo incerto; forse dalla stessa radice di aperire aprire.

Un vasto in cui allargare serenamente il respiro e far dardeggiare la linea lunga dello sguardo al calore di un sole raggiante, un aperto che è esposto e calmo, un luminoso che è tiepido e sicuro.

È aprica la valle ampia, erosa e addolcita dai millenni, in cui una brezza leggera accarezza campi dorati, rovi, uliveti sotto un immenso cielo azzurro; è aprico l'albero giovane di fico che si stende coi rami oscillanti e le palme delle foglie a catturare i raggi solari, fresco asilo per passeri; è aprica la risata fresca e lucente dell'amica, che tutto appaga e rassicura.

Parola pubblicata il 12 Luglio 2011

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