Asepsi

a-sè-psi

Assenza di germi; sterilizzazione

dal greco: a privativo e sepsis putrefazione.

L'asepsi, sia nell'immagine dell'etimologia sia nell'uso medico, appare come qualcosa di molto positivo: la sterilizzazione riesce fondamentale per evitare infezioni, è la pulizia suprema, l'esilio del marcescente e del putrescente. Ma nell'uso figurato, quando si dice che qualcosa è asettico, non si intende una qualità positiva: l'asettico è freddo, privo di passione, perfino privo di carattere; si potrà allora parlare dell'asepsi di un articolo arido, di una lezione distaccata, di un personaggio glaciale. I due sensi sono perfettamente coerenti: l'asepsi è un deserto polito, sterile. Così come non genera il male della putrefazione, non genera il bene della vitalità.

Parola pubblicata il 07 Marzo 2013

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