Avito

a-vì-to

Degli avi

dal latino: avus avo, nonno.

Alcuni retaggi delle generazioni passate possono essere eredità materiali o spirituali che restano, nell'economia della famiglia e della persona, come entità di grande onoranza e dignità, quasi basi e fondamenta concrete, di solida pietra, su cui poggia la propria stessa identità.

La casa avita, in cui sono nate e vissute la madre, la nonna, la nonna della nonna e via su per nessuno sa più quante generazioni, immersa nella pace della campagna, o il castello avito che recava gli stemmi della famiglia - dai tempi in cui il sangue contava in maniera diversa - e che rimase distrutto durante la guerra; una ricetta o una pietanza avita, che per tradizione ti viene insegnata fin da piccolo, o che ti urge apprendere quando i genitori iniziano ad invecchiare; la biblioteca avita, nella casa dei nonni che, loro dipartiti, viene svuotata, ormai ridotta a poche centinaia di libri magari nemmeno di particolare pregio, ma su cui si avvicendano e rispondono calligrafie diverse in dialoghi o somme di riflessioni, tese attraverso due secoli e decine di persone - di cui vedi i volti su qualche fotografia sbiadita di un vecchissimo album.

Parola pubblicata il 24 Agosto 2011

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