Devozione

De-vo-zió-ne

Venerazione, dedizione

dal latino: devotio, da devovere fare un voto.

L'origine della devozione è ovviamente religiosa: ci racconta l'antica e attuale pratica dei voti, ci racconta la dedizione grata e sempre volta a santi o divinità, ci racconta le preghiere e le opere d'arte sacra (spesso chiamate direttamente devozioni). Ma la devozione è un tipo di rispetto che non rivolge necessariamente gli occhi al cielo.

La devozione verso un ideale umano, un orizzonte, verso una persona, un'istituzione, profila un'offerta di sé, preziosa, un'attitudine affettuosa di deferenza e lealtà: è una forma di sottomissione, una sottomissione scelta, una sottomissione che sorregge dal basso in su - fondamentale -, una sottomissione che è conscia del proprio valore, rispettosa anche di sé. La devozione si impiega per ciò che ha valore, per chi ha valore.

Nella superficie dei discorsi, che rappresenta le vertigini del cuore, si potrà allora dire di essere devoti al tal santo, ad un ideale di giustizia, ad una persona che si ama teneramente.

Parola pubblicata il 11 Agosto 2012

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